Non solo in Italia i boss della malavita sono osannati dai loro affiliati, ma anche all’estero succedono cose imprevedibili. In Italia, durante le processioni, le statue dei santi sovente fanno tappa davanti le abitazioni dei padrini per omaggiarli. In Irlanda infatti, il cui corpo di un boss di nome Andy Connors, viene seppellito in una preziosa bara ricoperta d’oro. Egli era stato ucciso la scorsa settimana davanti agli occhi sgomenti della moglie e dei figli e per il funerale è stata scelta la formula più costosa. Il prezioso metallo, non massiccio, ricopriva la cassa per un valore di più di 30.000 euro.
La morte dovrebbe essere l’unica cosa al mondo che rende uguali gli esseri umani, così come recita nella sua famosissima “Livella” il Principe De Curtis in arte Totò. Invece, nel caso suesposto, si fa di tutto per far apparire una persona, anche se ormai priva di vita, superiore agli altri anche dopo la sua morte. Adulazione, servilismo, tradizione; cos’è che spinge gli uomini di una cosca ad osannare talmente tanto il loro capo da seppellirlo in una bara d’oro? La gente comune non sa dare una risposta ed ai suoi occhi tutto ciò appare grottesco ed inutile. La polizia, durante il “prezioso funerale”, temendo disordini o violenze, ha creato una barriera intorno alla chiesa, ma per fortuna, nulla è successo.
Episodio analogo capitò nel 2010. La famiglia siculo-canadese Rizzuto mandò un messaggio ai clan rivali, durante le esequie del nipote del padrino di origini agrigentine, ed il funerale di Nick Rizzuto, venne celebrato a Montreal con una bara color oro. La famiglia con quella bara volle infatti mandare al suo ambiente un segno della sua forza. Nicolò (Nick) Rizzuto, 42 anni, fu ucciso da una banda rivale. Nipote dell’omonimo patriarca della famiglia, Nicolò Rizzuto, Nick era figlio di Vito, il boss da anni in un carcere del Colorado perché coinvolto in inchieste di mafia e in un triplice omicidio.
Passano gli anni, ma la storia si ripete. I prepotenti fanno di tutto per affermare il loro predominio sugli altri e, anche dopo la loro morte, c’è chi ne fa sentire ancora l’influenza al posto loro. Stupidaggini dei vivi.