E’ stato catturato in Sicilia Aldo Gionta, figlio del capoclan Valentino Gionta di Torre Annunziata. Contro di lui era stato emesso un provvedimento di fermo dalla Dda della Procura di Napoli che lo accusa di associazione mafiosa. I carabinieri del comando provinciale di Ragusa e della compagnia di Torre Annunziata hanno fermato il presunto boss mentre si trovava nel porto di Pozzallo a bordo di una macchina.
Secondo gli investigatori il boss stava cercando di fuggire all’estero: infatti, l’uomo si stava imbarcando su una nave per Malta. L’uomo era in compagnia di tre persone, un uomo e due donne, che adesso sono sotto interrogatorio per capire la loro posizione. Le tre persone sono tutte incensurate, il 23enne e la 32enne sono di Torre Annunziata, la 38enne è invece di Sant’Antonio Abate.
Dopo l’arresto Gionta è stato portato nel carcere di Siracusa. Il presunto boss aveva con sé una carta d’identità falsa e 1.000 euro in contanti, ma i carabinieri hanno rivelato dalle indagini che l’uomo si camuffava durante gli spostamenti per non farsi riconoscere. Addirittura qualche volta si è travestito anche da donna per eludere i controlli della polizia.
Gionta ha 42 anni ed è lui il reggente della cosca torrese, poiché è figlio del famoso Valentino Gionta, ritenuto il boss fondatore del clan, che per il momento si trova però in carcere sotto regime del 41-bis. L’operazione è stata condotta con la massima riservatezza e il sequestro dell’uomo, avvenuto alle 20:10 di sabato all’imbarco dell’aliscafo per Malta, è stato possibile grazie all’intraprendenza dei militari in borghese che si sono mimetizzati tra la folla ed hanno seguito con attenzione tutti gli spostamenti di Gionta, fino alla sua cattura.
Le accuse per Gionta sono tante, ma quella di associazione per delinquere di tipo mafioso è la più rilevante e la Direzione distrettuale antimafia di Napoli già da giugno scorso aveva emanato un decreto di fermo per bloccare il boss. Negli anni ottanta i Gionta erano stati alleati del clan di Cosa Nostra che operava nella provincia di Palermo, e avevano avuto rapporti nelle dispute contro la Nco di Raffaele Cutolo.