Cefalù: maxi-frode alla sanità. Sotto sequestro laboratorio oncologico

Maxi-truffa alla sanità, sequestrato laboratorio oncologico di Cefalù. Coinvolti nell'inchiesta l'ex ministro Fazio e Antonio Scala. Percepiti illegalmente contributi pubblici, utilizzati documenti mendaci

Cefalù: maxi-frode alla sanità. Sotto sequestro laboratorio oncologico

La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato la società Laboratorio di tecnologie oncologiche HSR-Giglio Scarl di Cefalù e svariati beni immobili oltre a ingenti disponibilità bancarie per un valore di circa12 milioni di euro. Ad essere coinvolti nell’inchiesta sono l’ex Ministro Ferruccio Fazio, Antonio Emilio Scala e Maria Cristina Messa: i tre sono accusati di aver percepito illegalmente enormi contributi pubblici attraverso la società Lato.

Le indagini, avviate per iniziativa dei finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria e poi condotte dalla Procura della Repubblica di Palermo, hanno fatto luce su 3 domande di finanziamento pubblico presentate dalla Lato di Cefalù e riguardanti vari progetti di ricerca che avevano avuto già finanziamento per oltre 36 milioni di euro dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica. L’obiettivo di suddetti finanziamenti era realizzare programmi di ricerca e di formazione che si dovevano svolgere presso lo stabilimento siciliano.

Per quanto riguarda i due progetti, le Fiamme Gialle hanno accertato che la società ha ottenuto i contributi utilizzando documenti falsi attestanti l’entità di costi sostenuti. Inoltre, la società ha inserito costi falsi anche per ciò che riguarda le spese per il personale e quelle di ordine generale, menzionando ore di lavoro superiori a quelle in realtà dedicate ai progetti. Molte delle attività di formazione sono state svolte a Milano invece che a Cefalù, e visto che Cefalù risulta area depressa, l’azienda ha ricevuto ulteriori contributi.  

Le indagini hanno permesso di appurare che l’ex Ministro della Salute Fazio e Scala hanno ottenuto contributi tramite presentazione di documenti falsi. I reati contestati sono truffa aggravata perpetrata ai danni dello Stato e dell’Unione Europea e anche  falso in atto pubblico, e la Procura della Repubblica di Palermo ha applicato la formula del sequestro per “equivalente”, sequestrando beni e disponibilità finanziarie degli indagati per il valore dei finanziamenti illecitamente percepiti. Inoltre, per impedire l’aggravamento del reato, sono stati sequestrati tutto il complesso aziendale e il capitale sociale, che si aggira attorno ai 20 milioni di euro. Inoltre, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha bloccato l’erogazione di altri 9 milioni di euro, per evitare lo sperpero di ulteriore denaro pubblico.

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