Il rapimento delle due italiane in Siria è un dramma che tocca non solo le famiglie delle ragazze ma tutta l’Italia. Un parente stretto di Greta Ramelli, 20 anni di Gavirate, una delle due ragazze rapite in Siria, ha fatto un appello dicendo: “Se volete stare vicini a Vanessa e Greta, raccontate cosa succede in Siria e perché è in questa situazione”. L’altra ragazza è Vanessa Marzullo, 21 anni, di Brembate. Il parente di Greta non ha voluto rivelare altro, ma si dice stupito di come nessuno conosca realmente la stiuazione della Siria, e invita i giornalisti a raccontare la verità sul paese.
Intanto continua il lavoro dell’unità di crisi della Farnesina e dei Servizi di intelligence, che stanno mettendo in mezzo tutte le forze per riportare in Italia le due giovani. Una fonte dell’agenzia Agi ha riferito: “Il commando che ha rapito Greta Ramelli e Vanessa Marzullo era composto da almeno 10 persone. Erano tutte armate”. Le due volontarie facevano parte del progetto Horryaty, ma dalle notizie giunte non sarebbero state rapite da una organizzazione militare o terroristica, non si esclude però il pericolo che possa accadere. La Farnesina e l’Intelligence comunicano: “Sono già stati attivati tutti i possibili canali per prendere contatto con i rapitori”.
Il sito del quotidiano giordano Assabeel sostiene che il gruppo Armatosia stato in passato responsabile del sequestro di altri attivisti e giornalisti. Il sequestro è avvenuto nella località di El Ismo, a ovest di Aleppo, e con loro vi era anche un giornalista italiano, Daniele Raineri de Il Foglio, che è riuscito a scappare e a dare l’allarme. Assabeel afferma:”Le due italiane sono state viste per l’ultima volta venerdì 1 agosto”.
Nel frattempo Roberto Andervill, terzo responsabile del progetto Horryaty, fondato dalle due ragazze, ha dichiarato: “A nome del Progetto Horryaty vorrei dire che non saranno rilasciate dichiarazioni a nessuno. Tutte le informazioni sul Progetto sono su questa pagina, e tutte le altre informazioni, ammesso che ce ne siano, non saranno divulgate. Il progetto proseguirà non appena le ragazze torneranno”.
Il Centro italo-arabo Assadakah ha spedito una lettera al ministro degli Esteri Federica Mogherini e al vice ministro Lapo Pistelli, in cui avverte che bisogna impedire che i riscatti pagati per i rapimenti degli attivisti vengano impiegati per sostenere le attività criminali di queste organizzazioni. E sostiene che le 84 missioni che il Centro Italo Arabo ha portato a termine finora sono andate tutte a buon fine. Il governo italiano, tra polemiche e interventi, si sta impegnando per ricondurre le due giovani in Italia.