Caso Ruby, Berlusconi assolto

L'accusa aveva chiesto la conferma dei 7 anni di reclusione ma i giudici hanno deciso per l'assoluzione

Caso Ruby, Berlusconi assolto

Con la sentenza di oggi pronunciata dalla Corte d’Appello di Milano, Silvio Berlusconi è assolto. L’assoluzione riguarda entrambi i reati di cui era accusato e condannato in primo grado a 7 anni: concussione e prostituzione minorile.

Per quanto riguarda la concussione per costrizione, i giudici hanno assolto Berlusconi “perché il fatto non sussiste”. Per il reato di prostituzione minorile assolto “perché il fatto non costituisce reato”. Il verdetto è arrivato dopo due ore e mezzo di camera di consiglio e letto dal presidente Enrico Tranfa. Soddisfazione per gli avvocati di Silvio Berlusconi, Franco Coppi e Filippo Dinacci. “C’è stato un accoglimento pieno delle tesi difensive. Non c’erano prove della concussione, di un elemento materiale del reato e per l’altro capo di imputazione c’era per lo meno l’ignoranza dell’età della ragazza”, ha detto Franco Coppi. Al centro del dibattimento c’è stata Karima el Mahroug, detta Ruby per fatti risalenti al maggio del 2010. Per l’accusa il leader di Forza Italia avrebbe fatto pressioni affinché la ragazza – all’epoca minorenne e in arresto- venisse rilasciata dalla Questura e affidata a Nicole Minetti. Inoltre l’ex presidente del Consiglio -sempre secondo l’accusa- avrebbe fatto sesso con Ruby in cambio regali. Da lì i pm milanesi Ilda Boccassini e Antonio Sangermano hanno chiesto 6 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Richiesta poi ottenuta dal tribunale di Milano, che condanna Berlusconi a 7 anni. Al processo di Appello il pg Piero De Pretis ha chiesto la conferma della condanna. Oggi però Berlusconi è stato assolto da tutti i capi di imputazione.

Alla lettura della sentenza Silvio Berlusconi non era presente in Aula, perché impegnato ai servizi sociali alla casa di riposo di Cesano Buscone. “Solo coloro che mi sono stati vicini in questi anni sanno quello che ho sofferto per un’accusa ingiusta e infamante”, ha spiegato il leader di Forza Italia in una nota. “Un pensiero di rispetto-ha concluso- va alla magistratura che ha dato oggi una conferma di quello che ho sempre asserito: ovvero che la grande maggioranza dei magistrati italiani fa il proprio lavoro silenziosamente, con equilibrio e rigore ammirevoli”. Questa sentenza ha inevitabilmente avuto ripercussioni anche nella politica. Innanzitutto ha ricompattato i parlamentari di Forza Italia, in questi giorni divisi sulla riforma elettorale. Sembra al sicuro il patto del Nazareno per le nuove regole delle elezioni. Renato Brunetta di Forza Italia chiede la grazie per Silvio Berlusconi.

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