Inghilterra, sì alle donne vescovo

Oltre al sacerdozio, le donne possono fare anche il vescovo

Inghilterra, sì alle donne vescovo

Decisione rivoluzionaria in Inghilterra, dove la Chiesa anglicana ha detto sì ai vescovi donna. La pronuncia è di queste ore e, all’interno del Sinodo hanno prevalso i voti dei progressisti.

Con 351 voti favorevoli, 72 contrari e 10 astenuti la riforma è passata. “È un sollievo, dà un gran senso di completezza che non avevamo prima, specie dopo il voto sfavorevole del 2012 che per noi fu molto triste”, spiega il cappellano Sally Hitchner. “Penso -continua- che ci saranno grandi festeggiamenti in tutta la Chiesa d’Inghilterra”. Proprio due anni fa la Chiesa d’Inghilterra si era espressa sull’apertura alle donne del vescovado. La proposta però fu bocciata. Oggi è arrivato il sì, anche se la decisione per essere definitiva necessita di altri passaggi. Innanzitutto dell’approvazione del Parlamento, poi della Regina Elisabetta e infine la votazione finale a novembre sempre del Sinodo. Dalle prime indiscrezioni sembra che questi passaggi, siano delle formalità dato che il Sinodo (composto sia da componenti dela Chiesa che laici) ha dato il proprio parere.

Da sempre la Chiesa anglicana si è dimostrata aperta al cambiamento della società. Si è detta favorevole all’inseminazione artificiale, ai matrimoni gay e-in certe situazioni- anche all’aborto. Quest’anno due preti gay della Chiesa inglese si sono sposati. Uno è Canon Jeremy Pemberton e l’altro è Andrew Cain. Anche nel sacerdozio, la Chiesa anglicana consente alle donne si esercitarlo. Oltre che in Inghilterra, la Chiesa anglicana è presente anche in altri paesi dove raccoglie diversi fedeli. I vescovi donna esistono già in Australia e negli Stati e anche per altre religioni come quella episcopale, evangelica e luterana. La prima donna a ricoprire questo ruolo è stata Barbara Harris, nominata vescovo della Chiesa episcopale del Massachusetts. Per quella anglicana la prima è stata la sudafricana Ellinah Ntombi Wamukoya, eletta due anni fa. Fra i soddisfatti per il voto di oggi c’è l’arcivescovo di Canterbury e il premier britannico, David Cameron.   “Sarà un incoraggiamento per quei Paesi che stanno cercando di ottenere lo stesso risultato – continua il cappellano Hitchner – farà anche discutere, certo, soprattutto in posti come l’Africa Sub-sahariana dove si potrebbe dire che questa decisione va contro la Bibbia”.

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