Il diritto all’eutanasia ha perso il suo paladino più importante: Massimiliano Fanelli è morto quest’oggi, ucciso proprio da quella SLA che, dalla sua comparsa nel 2013, lo aveva reso uno dei più irriducibili attivisti a favore del diritto di una persona di poter morire.
Paradossalmente infatti in Italia, ancora oggi, un essere umano non dispone legalmente del diritto a togliersi la vita, la quale viene vista dal punto di vista pratico come “patrimonio dello Stato”, e dal profilo religioso come “dono irrinunciabile” da parte di una supposta divinità. Comunque la si guardi, per quanto una persona stia soffrendo, la sua piena libertà di scegliere il giorno della propria morte non viene ancora riconosciuta.
E’ proprio questa la follia contro la quale si stava battendo Max, un 56enne che aveva sempre vissuto una vita normale, senza troppi acciacchi, prima che la sindrome laterale amiotrofica lo colpisse tragicamente all’età di 53 anni. Massimiliano Fanelli era sposato con Monica dal 2012, e la sua vita dal giorno dell’esordio della malattia non è più stata la stessa.
Il 53enne era riuscito ad attirare l’attenzione mediatica su un tema ancora poco trattato come quello dell’eutanasia, per le ovvie implicazioni etiche che comporta (le quali fanno letteralmente a cazzotti con il trend attuale, composto da una miscela esasperante di buonismo e politically correct), ed il suo ultimo messaggio è stato un inno alla vita talmente crudo da rivoltare lo stomaco per la sua autenticità.
Max era infatti stato ricoverato nell’ospedale di Senigallia pochi giorni fa, dopo che la SLA aveva attaccato di nuovo il suo occhio destro. Prima di morire, era riuscito a mandare il suo ultimo messaggio al mondo. Ecco cosa recita:
“Sopravvivo grazie al respiratore automatico e mi alimento via Peg, un buco nello stomaco. Sono completamente paralizzato e mi è rimasto solo un occhio con il quale riesco a comunicare grazie ad un pc oculare“. Una condizione miserevole per chiunque, che riassume perfettamente tutto il senso della disperata battaglia di Fanelli per il diritto all’eutanasia, una chimera diventata in questi mesi proposta di legge in Parlamento grazie anche all’impegno di Max, e di tutti coloro che ogni giorno lottano per poter avere il diritto di morire.