Giovani tedeschi comprano nave per soccorrere migranti

Due giovani tedeschi hanno comprato una nave per soccorrere i migranti nel Mar Mediterraneo. L'iniziativa è stata possibile grazie ad un'operazione di raccolta fondi di crowdfunding.

Giovani tedeschi comprano nave per soccorrere migranti

All’indomani della Brexit, che ha sancito la volontà della maggior parte del popolo inglese di uscire dall’Unione Europea, ecco che arriva dalla Germania una bella notizia, che attesta  il senso della solidarietà e unità che invece si può respirare in Europa.

A regalarci questa inaspettata iniziativa sono due giovanissimi ragazzi di appena 20 e 23 anni, Jacob Schoen e Lena Waldhoff  – europei ed europeisti, prima ancora che tedeschi – , i quali hanno avuto la brillante idea di lanciare una campagna di raccolta fondi su un noto portale di crowdfunding per comparare una nave con cui soccorrere i migranti nel Mar Mediterraneo.

L’associazione di cui sono a capo i due giovani si chiama Jugend Rettet ed ha come scopo quello di soccorrere i migranti, ma anche di creare una rete europea di soccorso, insomma una sorta di piattaforma di discussione e di reciproco sostegno ed aiuto, proprio in linea con i principi europeisti.

Il progetto del soccorso in mare è stato ben studiato ed organizzato fin nei più piccoli dettagli, dunque nulla lasciato al caso. Innanzitutto con i 300 mila euro raccolti l’Associazione Jugend Rettet acquisterà una nave abbastanza capiente, che potrà soccorrere fino ad un centinaio di perosne. L’imbarcazione sarà provvista anche di kit di primo soccorso, giubotti salvagenti e  acqua dolce a sufficienza per i tanti migranti che si prevede di soccorrere.

Sulla nave si alterneranno ogni 15 giorni due team di lavoro, costituiti da professionisti medici e volontari, oltre che naturalmente al personale addetto alla navigazione. Il pattugliamento del Mediterraneo è già iniziato a giugno e andrà avanti per sei mesi.

L’iniziativa, sebbene abbia trovato l’apprezzamento di tantissime persone, ha subito sllevato un vespaio di polemiche sulla necessità dell’intervento privato in azioni che dovrebbero essere fatte dai Paesi europei. Ma c’è anche chi vede nell’iniziativa dei due giovani tedeschi – e nei volontari dell’Associazione Jugend Rettet – una bonaria forma di protesta a ciò che non è stato fatto a sufficienza dal Governo tedesco. Che sia di esempio per i nostri giovani e monito per i politici europei.

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