Una maestra d’asilo ha rotto il femore ad un bambino di soli 4 anni a Cinisello Balsamo (MI), ed è stata citata in tribunale dai genitori per questo. Ma lei si è sempre difesa affermando di non essere un’insegnante violenta; la vicenda è però alquanto spinosa, perché nel corso delle indagini la donna ha già cambiato versione numerose volte.
Balilla Paganelli, questo il nome della maestra d’asilo, è infatti responsabile dell’incidente occorso al bambino figlio di genitori marocchini residenti in Italia. Il piccolo era stato ricoverato all’ospedale San Raffaele il 14 aprile per una frattura al femore, ed i medici l’avevano dimesso con una prognosi di 55 giorni.
Inizialmente l’istituto aveva avvisato i genitori omettendo però le esatte dinamiche dell’accaduto: stando alla versione della scuola infatti, il piccolo era caduto da solo da una sedia arrivando a rompersi il femore. Sulle prime non era stata chiamata nemmeno l’ambulanza: i paramedici sono intervenuti solamente dopo le insistenze dei genitori.
A quel punto, racconta al Corriere della Sera il padre del bimbo Hucham Bouchkara: “La maestra tergiversava, dicendo che se eravamo d’accordo avrebbe accompagnato lei il bambino in ospedale“. Tuttavia fin da subito l’intera vicenda è stata costellata da particolari fumosi.
La scuola ha infatti specificato solamente dopo che il piccolo era stato sculacciato prima di cadere, perché si sarebbe rifiutato di indossare le pantofole. E alla fine è arrivata la ricostruzione shock: la maestra d’asilo gli sarebbe caduta addosso in maniera rovinosa ma “inavvertitamente”, schiacciandolo e rompendogli il fermore.
Ma si tratta della terza versione diversa nell’arco di nemmeno due mesi, e le indagini sono ancora in corso. Roberto Iannaccone, avvocato della famiglia Bouchkara, ha spiegato alla stampa che: “Da parte della scuola non c’è stato il minimo interessamento per la salute del piccolo. Ha subito un intervento chirurgico delicato, e gli hanno applicato un ingessatura che gli causa dolore e disagio ancora oggi“.
Iannaccone ha poi spiegato che si tratta di un problema rilevante per la famiglia, poiché il padre del bimbo lavora tutto il giorno, mentre la madre è incinta ed aspetta a breve l’arrivo del secondo figlio. Ma secondo il provveditore di Milano Marco Bussetti: “La scuola non può essere ritenuta responsabile di quanto accaduto“. La vicenda verrà dunque risolta in tribunale.