Il muro della gentilezza arriva anche a Roma, sulla falsariga di altre iniziative benefiche analoghe già in voga in altre parti del mondo. Il progetto è nato nella Capitale grazie all’idea di alcuni studenti dell’istituto Marymount, ed ha ben presto trovato i favori delle cronache, diventando in brevissimo tempo una notizia virale sui social network.
Il concetto alla base dello sviluppo del muro della gentilezza si basa sul seguente detto iraniano: “Se non ti serve, appendilo. Se ne hai bisogno, prendilo“. In sostanza, si tratterà di un grande armadio comune presso il quale chiunque potrà mettere a disposizione di altre persone un capo di vestiario.
Allo stesso modo chi avrà bisogno di vestiti potrà appropriarsi di qualsivoglia indumento lasciato in corrispondenza del muro in questione, ed utilizzarlo per ripararsi. Quello di Roma sarà il primo muro della gentilezza a sorgere in Italia, ma visto il successo dell’iniziativa non è escluso che altri grandi centri urbani possano seguire l’esempio della Capitale.
Ma com’è nata l’idea di istiture un posto del genere? Tutto è partito da un compito di letteratura: la professoressa Giovanna Iorio chiese ai ragazzi un lavoro che fosse improntato sui concetti di condivisione e gentilezza, durante una lezione sul Dolce Stil Novo.
Da lì sono sorti i presupposti per portare anche a Roma il muro della gentilezza, che diventerà realtà grazie alla collaborazione del V Municipio, di vari artisti di strada e dell’intero corpo docente del Marymount. Oltre ovviamente alle laboriose menti dei suoi studenti.
Supervisore artistico del progetto è stato l’artista Mario Damico, che ha raccolto le bozze disegnate dagli studenti per arricchire il muro, il quale sarà ufficialmente inaugurato il prossimo sabato 19 marzo. E visto il successo mediatico dell’iniziativa, non è una chimera pensare che molte altre città possano seguire presto l’esempio degli studenti di Roma.