Martina Levato partorirà a Ferragosto, quale futuro per il nascituro?

Per il piccolo ci sono tre possibilità: o lasciarlo alla madre e farlo crescere con lei, per i primi anni, o affidarlo ai nonni, oppure avviare il percorso per una futura adozione. Quale scelta sarà la più opportuna?

Martina Levato partorirà a Ferragosto, quale futuro per il nascituro?

Partorirà a Ferragosto Martina Levato, la ragazza che ha aggredito con l’acido il suo ex compagno di liceo Pietro Barbini insieme al suo amante e complice Alexander Boettcher. Il giovane allora riportò sfregi evidenti nel volto che si porterà dietro per la vita.

Come potrà Martina tutelare il bambino? Sono tre al momento le possibilità: o lasciare il piccolo alla madre e farlo crescere con lei in una struttura adeguata; o affidarlo ai nonni; oppure iniziare un percorso per una futura adozione. A riportare le condizioni a cui è sottoposta la Levato è il Corriere della Sera, che fa delle precisazioni: infatti, se il bambino dovesse rimanere nell’ambito familiare quel bambino prima o poi si troverebbe a conoscere e quindi frequentare i genitori in carcere. La specificazione è stata sottolineata dal giornale in quanto Boettcher e Levato sono stati condannati in primo grado a 14 anni per l’aggressione a Barbini e ancora dovranno affrontare il giudizio per altri agguati che i due hanno perpetrato nei confronti di altre persone.

Il bambino prima o poi verrebbe a conoscenza di essere il figlio della coppia dell’acido. La paura di una conoscenza tra genitori e figlio è soprattutto l’effetto che può avere sulla psiche e sulla formazione di un bambino la consapevolezza di avere per genitori due persone come loro. Ecco le parole di Simonetta Bonfiglio, psicoanalista: “L’interesse del bambino viene prima di tutto. La profonda dissociazione, con i crudeli comportamenti dei genitori dettati da disprezzo e violenza verso le loro vittime, e la lunga condanna, non lasciano alcuno spazio perché si sviluppino forme di vicinanza del bambino ai genitori naturali..L’unica ipotesi praticabile, seguendo questo ragionamento, è tagliare ogni legame”.

La psicanalista ha detto che la società si deve fare carico della tutela del bambino e dargli la possibilità di vivere senza questo pesante fardello sulle spalle.

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