Roma: serre di marijuana scoperte nel deposito bus grazie a cadavere

Lo scorso 27 Luglio, durante un sopralluogo in un parcheggio autobus di Roma in seguito ad un decesso, sono state rinvenute in loco delle serre di marijuana. L'ATAC: "Il dipendente responsabile ordinava i semini dal computer aziendale".

Roma: serre di marijuana scoperte nel deposito bus grazie a cadavere

Lo scorso 27 Luglio, era stata denunciata la scoperta di un cadavere presso il parcheggio degli autobus ATAC a Roma, in dia Val Fiorita. Il Ministero degli Interi ha poi reso noto che la salma apparteneva ad un dipendente della stessa azienda probabilmente colto da un malore, che occupava abusivamente il primo piano dell’edificio utilizzandolo come dimora improvvisata.

Tuttavia gli agenti della vigilanza interna, mentre erano intenti a raccogliere gli effetti personali del defunto dopo aver avvertito la polizia mortuaria del decesso, hanno fatto una scoperta sconcertante. Ispezionando gli ambienti del parcheggio multipiano infatti, sono arrivati a scoprire delle vere e proprie serre nelle quali veniva coltivata marijuana, localizzate al secondo ed al terzo livello della struttura.

A quel punto è scattata la chiamata alla polizia di Stato, la quale ha fatto immediatamente partire le indagini, per scoprire chi avesse adibito il parcheggio degli autobus ad un luogo per la coltivazione intensiva della cannabis; gli sforzi degli inquirenti si sono ben presto concentrati su un altro dipendente ATAC il quale, stando a quanto emerso, ordinava via internet i semi di marijuana da piantare poi nelle “serre artigianali” del deposito.

In seguito all’interrogatorio del presunto responsabile delle coltivazioni di droga, è subito scattata la denuncia“La vicenda si commenta da sola-hanno poi commentato i due parlamentari Andrea Augello e Vincenzo Piso, entrambi appartenenti al NCD di Silvio Berlusconi-anche se siamo certi che nessun dirigente del sindaco Marino verrà ritenuto responsabile dell’accaduto”.

Fonti interne dell’ATAC hanno poi reso noto che: “Il coltivatore di marijuana utilizzava il suo pc per ordinare, direttamente dal posto di lavoro, i semi delle piantine su un noto sito internazionale. Attualmente sono in corso indagini per approfondire non soltanto l’esistenza di un eventuale, sucdcessivo commercio della marijuana, ma anche per accertare che si tratti di un episodio isolato, e non di una più vasta articolazione di piantagioni clandestine diffusa in altre strutture dell’azienda”.

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