Il Senato salva Azzollini in segreto: italiani indignati sui social

Antonio Azzollini non andrà in prigione: il Senato ha salvato il senatore Ncd, coinvolto nella bancarotta fraudolenta della Casa Divina Povvidenza di Trani. Gli italiani in rivolta sui social: "Basta al voto segreto, questa non è democrazia".

Il Senato salva Azzollini in segreto: italiani indignati sui social

Non verrà preso alcun provvedimento nei confronti di Antonio Azzollini, senatore di Ncd coinvolto nella scottante inchiesta relativa alla bancarotta fraudolenta della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie (Trani). L’Aula del Senato si è infatti espressa contro l’arresto del politico, con una vittoria schiacciante dei “No” (189 voti). Solo 96 parlamentari hanno infatti espresso la propria preferenza per l’arresto di Azzollini, mentre in 17 hanno deciso di astenersi.

Beppe Grillo e Matteo Salvini, sempre in primo piano quando si tratta di polemizzare sulle decisioni del Governo (ma in questo caso, se non altro, ne hanno tutte le ragioni) hanno reagito con sdegno alla notizia. Per entrambi infatti, Azzollini “E’ stato salvato dal PD e da Renzi”.

Il senatore sotto inchiesta si è lanciato in una sperticata arringa di circa mezz’ora, nella quale si è ripetutamente difeso dinanzi ai colleghi dalle accuse che gli erano state rivolte dalla Procura di Trani, ed affermando di essere semplicemente stato perseguitato dalla macchina della giustizia. “Sono soddisfatto” ha affermato al termine della votazione il senatore Ncd, il quale ha poi commentato la salvezza con un’ode al proprio ego: “Avevo fiducia nelle mie argomentazioni”.

“Questa notte ho dormito poco-ha comunque ammesso Antonio Azzollini-Ma ho dormito tranquillo. Io sono abituato a fare il mio dovere”. Di tutt’altro avviso Beppe Grillo, leader di M5S, che ha proclamato via Twitter: “La legge non è uguale per tutti. Azzlolini salvato dal PD”.

Dello stesso parere è anche il leader di Lega Nord Matteo Salvini: “Il Senato ha salvato dall’arresto il senatore Azzollini, dell’Ncd. Renzi e il PD hanno calato le braghe per salvare le loro poltrone, che pena. Chi sbaglia paga, ma se serve alla sinistra non paga”.

Al centro delle polemiche è soprattutto la gran poco democratica dinamica del voto segreto, che Zanza (PD) ha bollato come “Un’arma politica”. La rabbia dei cittadini italiani sui social network si è infatti per gran parte riversata proprio su questo strumento, utilizzato dai politici per poter “giocare sporco” davanti agli occhi degli elettori e garantirsi al contempo l’anonimato e l’impunità.

“Basta al voto segreto” chiosano infatti molti utenti di Facebook e Twitter, commentando la notizia: “Questi dovrebbero rappresentare il popolo, essere scelti dal popolo, e non sappiamo nemmeno chi vota per cosa”, al di là delle dichiarazioni di facciata.

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