Ungheria, iniziati i lavori del muro anti migranti

La barriera scorrerà imponente per 175 chilometri, e impegnerà fino al 30 novembre - data fissata per la conclusione dei lavori di costruzione - circa 900 militari. Questa la soluzione adottata dall'Ungheria per tenere fuori dal Paese i migranti in arrivo

Ungheria, iniziati i lavori del muro anti migranti

L’Ungheria ha avviato i lavori di costruzione del muro che, correndo lungo il confine con la Serbia, impedirà l’ingresso ai migranti in arrivo da Africa e Medio Oriente e di passaggio dalla Turchia, dalla Grecia e dalla regione balcanica.

Come è stato fatto sapere dall’Ufficio comunicazioni internazionali del primo ministro Viktor Orban, la grande barriera – i cui lavori sono stati avviati contemporaneamente da oltre 10 località diverse disposte lungo il confine serbo-ungherese – dovrebbe essere completata entro il 30 novembre di quest’anno.

Durante una conferenza stampa tenutasi due giorni fa nella città di Morahalom, il ministro della Difesa magiaro Csaba Hende ha annunciato che “L’esercito ungherese è oggi pronto a iniziare i lavori di costruzione del muro di controllo delle frontiere, lavori che impegneranno per i prossimi mesi circa 900 militari. Al termine della sua costruzione, il muro “anti-migranti” – che sarà alto in ogni suo punto quattro metri – sarà lungo ben 175 chilometri.

Dissensi all’interno dell’Europarlamento per la decisione del governo Orban. Il giorno prima dell’inizio della costruzione della barriera, infatti, il presidente Martin Schulz, in conferenza stampa congiunta con il premier serbo Aleksandar Vucic si era espresso così: “La costruzione di muri in Europa non è una soluzione, e l’Europarlamento non approva la decisione dell’Ungheria. L’Europa ha bisogno di una soluzione efficiente basata sulla solidarietà. A questo, però, il ministro degli Interni ungherese Sandor Pintér ha risposto dicendo che “Il governo di Budapest ha deciso la costruzione del muro tenendo conto delle pratiche europee in merito”.

La decisione di erigere un muro sul confine tra Ungheria e Serbia era stata presa già il 6 luglio, quando il Parlamento di Budapest aveva approvato anche una legge che prevede l’espulsione con procedura accelerata degli immigrati dall’Ungheria, il tutto con l’appoggio e i voti della maggioranza governativa e degli estremisti nazionalisti di Jobbik. Ad intervenire durante la cerimonia di presentazione dell’inizio ufficiale dei lavori di costruzione anche Sandor Pintér, ministro degli Interni, il quale ha sostenuto che “le autorità magiare hanno arrestato nel 2015 lungo la frontiera 80 mila migranti irregolari”.

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