Roma, bambino morto nella metro: tre indagati

Due vigilantes ed un operatore Atac risultano essere indagati per la morte del piccolo precipitato ieri pomeriggio da un ascensore di una stazione della metropolitana a Roma. L'accusa è di concorso in omicidio colposo

Roma, bambino morto nella metro: tre indagati

Tre persone risultano essere attualmente indagate per la morte del bambino caduto nel vano ascensore della stazione metropolitana Furio Camillo di Roma nella giornata di ieri. Due vigilantes ed un addetto Atac sono infatti stati iscritti nel registro degli indagati, e sono stati sottoposti agli interrogatori di rito, nel corso dei quali hanno spiegato che le loro intenzioni erano di salvare la madre ed il bambino rimasti intrappolati all’interno dell’ascensore.

Si sarebbe trattato dunque di una “tragica fatalità” come spiegato dagli stessi autori involontari del fatale disastro, sui quali pende ora un’accusa per concorso in omicidio colposo. Tuttavia, il loro goffo tentativo di soccorrere madre e figlio in difficoltà ha finito col causare la morte del piccolo, precipitato dopo che le porte dell’ascensore bloccato erano state aperte.

I tre. aprendo le porte laterali, hanno infatti eseguito una procedura definita “non convenzionale” dagli inquirenti, e starà ora alla Magistratura definire le responsabilità per la tragedia, avvenuta nel pomeriggio di ieri.

Erano le 17:00 circa quando l’ascensore, con a bordo Francesca Giudice (43 anni) e suo figlio, di soli 4 anni, si è improvvisamente bloccato più o meno all’altezza della biglietteria. A quel punto i due vigilantes e l’operatore Atac hanno deciso di affiancare all’elevatore guasto un ascensore gemello, aprendo le porte in modo da trasportare le due persone bloccate dall’uno all’altro piano, e condurle così in salvo.

Purtroppo però il bambino era troppo vicino alle porte, ed è scivolato giù, cadendo per dieci metri fino a trovare la morte quando queste sono state spalancate. “Me lo sono visto scivolare via dalle mani” ha poi dichiarato la madre Francesca, in stato di shock. Testimoni presenti sulla scena hanno dichiarato che la donna abbia realizzato che il figlio fosse morto solo dopo aver visto il suo cadavere trasportato dal personale lontano dalla scena del disastro.

“Sicuramente c’è stato un errore dell’agente della stazione che ha posto in essere una procedura non prevista” ha dichiarato l’assessore ai Trasporti del Comune di Roma, Guido Improta. Il sindaco Ignazio Marino ha invece definito l’accaduto come “Una tragedia per tutta Roma”.

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