Sale la tensione in Tunisia: il terribile attentato nel corso del quale sono state uccise 38 persone in una spiaggia di Sousse ha lasciato pesanti strascichi, in un Paese già seriamente provato dalla tristemente nota strage al Museo del Bardo. In seguito all’attacco, le autorità governative hanno infatti disposto la chiusura allo scopo precauzionale di 80 moschee, causando l’ira dei fedeli improvvisamente privati di decine di luoghi di culto.
Tuttavia la decisione dei vertici del Paese appare ponderata, e tutt’altro che fuori luogo: le moschee chiuse risultano essere infatti sin troppo vicine agli ideali dei fondamentalisti islamici, e frequentate da cittadini che hanno dimostrato particolare vicinanza alla visione del mondo fanatica ed intollerante proposta dallo Stato Islamico.
Per questa ragione quei luoghi di culto sono stati etichettati come “fuori controllo“, e chiusi allo scopo di tentare di privare i terroristi di posti comodi dove potersi riunire, e dove poter fare proselitismo tra i musulmani più integralisti. La chiusura delle 80 moschee non è un’azione isolata, ma l’operazione fa parte di un più ampio piano di misure antiterrorismo architettate allo scopo di liberare il Paese dall’oscura ombra dei fanatici islamisti.
Il messaggio non è però stato accolto positivamente dalla popolazione, specialmente tra coloro che figuravano essere assidui frequentatori delle moschee interessate dal provvedimento. I fedeli si sono infatti uniti generando veri e propri focolai di rivolta, arrivando persino a scontri fisici con la polizia tunisina, sfociati in sassaiole e lanci di lacrimogeni.
Mentre lungo le strade la protesta prosegue, le autorità del Paese hanno ufficialmente annunciato la morte di Seifallah Ben Hassin, famigerato leader del gruppo terroristico Ansar al-Sharia, che lo scorso Aprile aveva giurato fedeltà alla causa dell’Isis affiliandosi de facto allo Stato Islamico. Ben Hassin è stato ucciso nel corso di un raid in Libia, come confermato anche da fonti interne al governo statunitense. L’attacco sarebbe stato organizzato originariamente per colpire il terrorista algerino Mokhtar Belmokhtar.