Attentato Sousse: ecco i primi arresti

Il ministro dell'Interno tunisino ha annunciato l'arresto di alcuni membri della cellula terrorista responsabile dell'attentato di Sousse. Nel frattempo, nella giornata di ieri l'Algeria ha disposto 25.000 soldati lungo il confine con la Tunisia per intensificare i controlli alla frontiera

Attentato Sousse: ecco i primi arresti

Dalla Tunisia è giunta notizia dei primi arresti effettuati in relazione alla strage di Sousse, l’attentato realizzato dal 24enne tunisino Seifeddine Rezgui, studente universitario avvicinatosi alla causa dei fondamentalisti islamici dell’Isis. A rendere nota la notizia degli arresti è stato il ministro dell’Interno tunisino Najem Gharsalli, che nel corso di un’uscita ufficiale ha parlato del fermo di “una serie di persone” affiliate a quella stessa cellula terroristica che annoverava tra i propri membri anche il giovane killer.

Gharsalli ha pubblicamente affermato che: “Abbiamo cominciato ad arrestare un primo gruppo, il cui numero è rilevante, di una rete che sta dietro a questo criminale terrorista”. Il ministro del Turismo di Tunisi ha invece rivelato un particolare che potrà aiutare gli inquirenti a fare chiarezza sulle dinamiche dell’attentato: il terrorista responsabile dell’attacco aveva lavorato presso l’Hotel Riu Imperial di Sousse, dove si è consumata la strage, e per questo motivo conosceva bene il teatro delle operazioni.

Sarebbe stata dunque spiegata la ragione per cui Seifeddine Rezgui aveva dimostrato tanta dimestichezza nei suoi spostamenti durante il corso dell’attentato, riuscendo ad ammazzare a sangue freddo quasi 40 persone prima di venire infine fermato dalle forze dell’ordine. Tuttavia dalla direzione dell’hotel in questione fioccano smentite: un comunicato del Riu Imperial ha infatti negato che il terrorista sia mai stato assunto a lavorare all’interno della struttura.

Ha parlato anche il ministro della Salute della Tunisia, annunciando che 20 tra le 38 vittime complessive dell’attentato sono state identificate: tra queste vi sarebbero 16 cittadini britannici, un cittadino belga, uno tedesco, un irlandese ed infine un cittadino portoghese. Le altre notizie riguardano invece le 39 persone rimaste ferite nel corso dell’attentato: 30 di loro sarebbero già state dimesse dagli ospedali nei quali erano ricoverate.

Tra i 39 feriti, vi sarebbero anche 7 tunisini. Anche l’Algeria si è mobilitata in seguito al sanguinario attacco, dispiegando ben 25.000 soldati lungo il confine con la Tunisia nella giornata di ieri, per migliorare i controlli alla frontiera e cercare di impedire l’infiltrazione di eventuali terroristi sul suolo nazionale.

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