Isis: tra gli stranieri arruolati fra i curdi, anche un attore

Tra i foreign fighters arruolati fra i curdi per combattere l'Isis c'è anche l'attore Michael Enright. Ma un reclutatore statunitense operante in Siria denuncia: "Non sta bene con la testa, forse è qui solo per scrivere un film"

Isis: tra gli stranieri arruolati fra i curdi, anche un attore

Il fenomeno dei foreign fighters, combattenti che scelgono di arruolarsi presso le milizie di un Paese straniero per unirsi alla loro causa, sta assumendo proporzioni sempre più consistenti nell’ultimo periodo: in alcuni casi coinvolgendo persino personaggi mediatici importanti, decisi ad andare in guerra vuoi per una questione d’immagine, vuoi per un’effettivo sentimento di fratellanza nei confronti di coloro che vengono quotidianamente massacrati sui campi di battaglia per difendere la propria casa.

Non era propriamente un foreign fighter Ali Adnan quando decise di unirsi all’esercito iracheno nella lotta contro l’Isis: il terzino mancino del Caykur Rizespor, vera e propria rivelazione dei Mondiali Under 20 del 2013 (meraviglioso il goal segnato all’Inghilterra, emblematico della sua dimestichezza col pallone tra i piedi e del suo devastante mancino), era in predicato di trasferirsi alla Roma l’anno scorso. Ma salto tutto per una sua precisa volontà: tornare in Iraq a combattere per il proprio Paese.

Solo un’insistente opera di convincimento da parte del suo agente, della famiglia, e probabilmente anche degli stessi commilitoni di Ali, ha fatto sì che il ragazzo potesse tornare a giocare a calcio da civile, rinunciando al periodo di arruolamento. Ma c’è anche chi non ha di fronte una carriera in procinto di decollare ma anzi, è in declino ed avrebbe bisogno di rilanciarsi. E’ questo il caso di Michael Enright, attore inglese 51enne il quale, dopo aver recitato in varie serie TV (Law & Order, CSI, Criminal Minds) ed aver ottenuto una parte minore ne “Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma”, ha deciso di arruolarsi per andare a combattere contro le milizie dell’Isis.

Questo avveniva nel Gennaio del 2015, dopo che Enright aveva visto l’esecuzione del pilota giordano pubblicizzata dai fanatici dello Stato Islamico. L’attore si è quindi trasferito in Siria, arruolandosi tra le milizie curde. Ma non sono mancate le polemiche: proprio settimana scorsa Jordan Matson, ex ufficiale statunitense impegnato nel reclutamento di combattenti in Siria, aveva bocciato senza appello l’operato di Enright: “Non è totalmente in sé, gira per i villaggi con un AK-47 scarico, forse è qui per scrivere un film”.

“Ho due videocamere solo perché i ribelli, una volta venuti a conoscenza della mia occupazione, mi hanno chiesto di documentare cosa sta accadendo qui”, ha ribattuto piccato l‘attore-guerrigliero. Che Michael Enright sia partito per la Siria per una reale volontà di combattere l’Isis, o che si tratti solamente di uno stratagemma per rilanciare la propria immagine, non è dato sapere.

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