Turchia, uccisa per resistenza allo stupro: 1000 avvocati per lei

Saranno circa 1.000 gli avvocati che chiederanno di rappresentare Ozgecan, la 19enne uccisa in Turchia per aver resistito ad uno stupro. Il conducente del minibus responsabile del delitto rischia ora l'ergastolo, insieme al padre e ad un amico, entrambi ritenuti complici dell'assassinio

Turchia, uccisa per resistenza allo stupro: 1000 avvocati per lei

Tentarono di stuprarla, ma lei resistette e non si lasciò prendere: per questo Ozgecan Aslan, studentessa turca di 19 anni, venne brutalmente trucidata, ed il suo cadavere venne dato alle fiamme. Un omicidio orripilante, portato a compimento non dal mostro dipinto da molte testate giornalistiche (il sensazionalismo vende, è una delle prime regole del mercato) ma da una persona. O meglio da un gruppo di persone, in quanto oltre al reo confesso Ahmet Suphi Altindoken, risultano essere indagati anche il padre Ncemettin e l’amico dell’uomo Faith Gokce. I tre ora rischiano l’ergastolo.

Fu una vicenda che sconvolse profondamente l’animo del Paese, oramai violentato anch’esso dai casi di abusi sulle donne in crescita esponenziale; man mano che saliva il livello di fanatismo religioso in Turchia (i fondamentalisti ringrazieranno il membro onorario dell’Isis Tayyip Erdogan a vita), gli uomini si sentivano sempre più legittimati ad infierire sulle ragazze; solo l’anno scorso sono stati registrati 294 femminicidi in tutta la nazione, escludendo ovviamente dal conteggio i casi in cui le vittime sono venendo “solamente” torturate o stuprate.

Una spirale di violenza sempre più efferata e serrata, alla quale però la Turchia ha voluto dire “basta”. Sono già quasi 700 infatti gli avvocati che hanno richiesto di poter rappresentare la famiglia della giovane al processo (circa 660 secondo le stime di Alpay Antmen, capo dell’Associazione degli Avvocati di Mersin), ma è stato stimato dal giornale locale Hurriyet che il loro numero potrebbe salire fino a circa un migliaio nelle prossime ore. Legali da tutta la Turchia stanno infatti accorrendo a Mersin per proporsi, in occasione di quello che promette già di diventare il processo più mediatico del secolo in Turchia.

“E’ impossibile farli entrare tutti” ha dichiarato lo stesso Antmen. La prima udienza, fissata per domani, avverrà proprio in provincia di Mersin e saranno presenti le delegazioni di numerose ong e di associazioni per la tutela dei diritti delle donne. In seguito all’omicidio della studentessa, erano partite diverse manifestazioni spontanee dei cittadini, come quella intitolata “una minigonna per Ozgecan“; eventi che hanno sottolineato come in Turchia non solo le donne, ma quasi tutta la popolazione (con gli avvocati uniti alla testa di una battaglia per i diritti civili, una volta tanto) sia stanca del fatto che questo genere di crimini possa venire tollerato.

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