Leopoldo Mastelloni: “Ho una pensione da fame. Penso al suicidio”

Leopoldo Mastelloni rompe il silenzio e parla della sua situazione economica difficile, che non gli consente di vivere dignitosamente, tanto che per far fronte alle spese deve chiedere aiuto a degli amici

Leopoldo Mastelloni: “Ho una pensione da fame. Penso al suicidio”

Leopoldo Mastelloni si sfoga e fa delle dichiarazioni che in queste ore hanno lasciato sgomenti molti dei suoi affezionati fan ma anche tutto il mondo dello spettacolo.

Personaggio dello spettacolo amatissimo e famoso da tantissimi anni, Leopolpo Mastelloni ha finalmente deciso di aprirsi al suo pubblico con uno sfogo che riguarda la sua situazione economica, tutt’altro che florida.

Leopoldo Mastelloni, infatti, ha dichiarato di percepire una pensione di circa 600 euro, che non gli consente di vivere dignitosamente, tanto che per farlo deve ricorrere all’aiuto di alcuni amici. “Dopo 50 anni di lavoro e di contributi prendo 625 euro di pensione al mese. Se non avessi degli amici che mi aiutano a pagare l’affitto, prenderei 40 pillole di sonnifero e me en andrei via: ci penso sempre più spesso a farla finita” ha dichiarato l’artista che il prossimo luglio compirà 70 anni.

A dare il coraggio a Leopoldo Mastelloni di manifestare il suo disagio le recenti dichiarazioni di Orietta Berti che ha affermato anche lei di percepire una pensione troppo bassa rispetto ai tanti anni di lavoro alle spalle. “Io no ho vergogna di dire come stanno le cose. E parte di questo coraggio me lo ha dato Orietta Berti, confessando che anche lei prende 800 euro al mese e che se il marito non le avesse fatto una pensione integrativa sarebbe costretta a chiedere l’elemosino, cehe è quello che sto facendo io. Io ormai mangio solo quello che i supermercati mettono in offerta speciale e se non avessi Barbara Mastroianni, la figlia di Marcello, che mi aiuta, non so come farei”continua Leopoldo Mastelloni.

“Purtroppo io ho saputo solo quando sono andato in pensione che questa sarebbe stata calcolata sugli ultimi tre anni di contributi, che nel caso mio e di chi fa il mio mestiere sono chiaramente scarsi, perché gli impegni e le chiamate con l’età si diradano. Eppure io ho fatto i miei primi versamenti nel 1965 e dal 1968 per un lunghissimo periodo lavorando in Rai ho versato tramite loro moltissimi contributi. Ed è mai possibile che mi debba trovare in condizioni di indigenza? Che me ne faccio allora di essere considerato un maestro del teatro? Vorrei meno onorificenze e più soldi francamente”.

Una situazione abbastanza delicata, quindi, quella di Leopoldo Mastelloni. “Il mio errore” continua l’artista “è stato credere nelal cultura: ho sempre reinvestito nella produzione di spettacoli teatrali quello che guadagnavo. Forse avrei dovuto mettere i soldi sotto il materasso ed evadere il fisco per non ridurmi in miseria”.

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