Multate e incarcerate. Il motivo? Un twerk davanti al memoriale di Novorossijsk, nel sud del paese, da parte di un gruppo di ragazze, che sono state accusate di “oscenità e teppismo“ per aver inscenato una coreografia del ballo più in voga, negli Stati Uniti. Dopo il caso delle Pussy Riot, arrestate perché inscenarono una ‘preghiera punk’ all’interno della Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, un altro caso di censura clamorosa proveniente dalla Russia.
L’arresto, tra l’altro, è scattato anche per una scuola di ballo che ha fatto ‘twerkare’ un gruppo di ragazze sotto i 16 anni davanti alle proprie famiglie ad Orenburg, vicino al confine col Kazakistan. Il twerk, quindi, è il bersaglio da colpire. Nessun intento politico, nessuna manifestazione antigovernativa: solo “pose inappropriate”.
Nel video che vi mostriamo, subito diventato virale sul web, c’è il twerk contestato. Le immagini immortalano un gruppo di sei ragazze che scuotono e ondeggiano i fianchi di fronte ad un monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, il Malaya Zemlya Memorial: “Condanniamo queste ragazze: ogni centimetro di questa terra è macchiato dal sangue dei combattenti. E’ stato inappropriato”, ha affermato Viktoriya Dikaya, addetto stampa del dipartimento dell’Educazione cittadino.
Le ragazze si difendono affermando che l’intento del video era quello di pubblicizzare la loro scuola di ballo, ma il tribunale non ha perdonato: due di loro sono state condannate a 15 giorni di reclusione, una a 10, altre due sono state multate perché non potevano finire in carcere per motivi di salute, e una non è stata perseguita in quanto minore.
Ancora una volta, quindi, il governo russo si mostra intransigente verso le mancanze di ‘decoro’, viste come un’imitazione del nemico storico, gli Stati Uniti d’America, che in Russia proprio non vogliono accettare. Apertura alla modernità? Non in Russia, non ancora.