Chiede il permesso di parcheggiare: un tassista lo pesta

Un uomo di 64 anni ha chiesto ad un tassista il permesso di parcheggiare sulle strisce gialle: lui, non nuovo ad episodi di violenza, l'ha aggredito, rompendogli una gamba e la mascella

Chiede il permesso di parcheggiare: un tassista lo pesta

Un uomo di 64 anni è stato vittima di una brutale aggressione, avvenuta lo scorso mercoledì 1 Aprile in piazza Barberini, a Roma. Tutto è accaduto in pieno giorno: la vittima, secondo le ricostruzioni offerte agli inquirenti dai testimoni oculari, aveva parcheggiato la propria automobile di fronte ad una farmacia, occupando però un posto riservato ai taxi. All’interno del veicolo c’era anche uno dei figli dell’anziano,affetto da trisomia 21, comunemente nota come sindrome di Down. Il 64enne una volta sceso dall’automobile si sarebbe rivolto ai tassisti presenti, chiedendo se poteva lasciarla lì per qualche minuto. Giusto il tempo di andare in farmacia a comprare un farmaco per il figlio.

Ma uno di questi, di fronte alla richiesta dell’uomo, avrebbe completamente perso le staffe. I testimoni hanno infatti riferito che il tassista in questione avrebbe cominciato ad inveire in ogni modo nei confronti dell’anziano, scendendo poi dall’automobile nella quale si trovava per fronteggiare faccia a faccia colui che aveva “osato occupare un posto riservato ai taxi”. Subito è nata un’accesa discussione, ed i toni dell’aggressore si sarebbero fatti sempre più forti, fino a quando non è scattata la violenza fisica. Il tassista si è infatti scagliato sull’anziano, colpendolo ripetutamente e pestandolo a sangue, sotto gli occhi del figlio disabile rimasto all’interno dell’autovettura.

Lo sfortunato 64enne è finito a terra, il volto una maschera di sangue. La diagnosi confermerà più tardi la rottura della mandibola e del femore. Giuseppe Cavallaro, figlio dell’uomo non presente al momento dell’aggressione, ha parlato così dell’accaduto: “Un tassista lo ha massacrato di botte davanti alla farmacia internazionale di piazza Barberini. Mio padre si era fermato con la sua macchina, una Bmw, per comprare un medicinale con la ricetta per mio fratello, che ha 27 anni ed è affetto da un grave handicap. E che stava seduto in macchina ed ha visto tutto, senza poter intervenire”.

L’intervista, riportata dal sito internet del Corriere della Sera, continua così: “Papà aveva il foglietto bianco e rosso ancora in mano. Ha chiesto all’ultimo taxi in fila al parcheggio sulla piazza se poteva lasciare l’auto per un minuto, una semplice cortesia, giusto il tempo di fare la fila alla cassa”. Una richiesta che gli è costata un dolore ed un’umiliazione ben più forti di quelli provocati dalle ossa rotte. “Tutti hanno visto-ha continuato Giuseppe Cavallaro-ma nessuno ha detto niente, nessuno tra i tassisti presenti ha raccontato qualcosa. Uno di loro, di corporatura minuta, che stava al volante di una Skoda, gli si è avventato addosso quando mio papà era di spalle perché stava entrando in farmacia. Gli ha sferrato due pugni alla testa, a tradimento, poi lo ha picchiato ancora facendolo cadere sul marciapiede”.

“Era mezzogiorno-conclude il figlio, della vittima-c’era un sacco di gente e c’erano un sacco di tassisti. Ma nessuno ha mosso un dito”. Solo un passante infatti, una volta compresa la situazione, è intervenuto in soccorso dell’anziano, chiamando l’ambulanza e le forze dell’ordine. Gli agenti del commissariato di Castro Pretorio hanno poi reso noto di avere identificato l’aggressore grazie alle telecamere presenti sul luogo del crimine: si tratta di E.F., tassista 37enne già noto agli inquirenti per aver preso a pugni un collega l’anno scorso.

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