Il leader della giunta militare thailandese, Prayuth Chan-ocha, ha dichiarato tolleranza zero nei confronti dei giornalisti che verranno ritenuti colpevoli di dichiarare il falso. Il Generale Chan-ocha, assurto a guida del Paese in seguito al colpo di Stato del 22 Maggio 2014, ha infatti dichiarato che il suo regime non avrà alcuna pietà per gli organi di stampa che diffonderanno notizie a suo giudizio “erronee”. Prayuth Chan-ocha era stato interrogato dalla stampa thailandese in merito alla questione relativa all’informazione di regime, ed alle possibili conseguenze che verranno prese nei confronti di chi non si adeguerà ai diktat della junta militare.
A quell’interrogativo, l’autoproclamatosi Primo Ministro ad interim della Thailandia ha risposto così: “Probabilmente, li giustizieremo”. Conciso, glaciale, lapidario. A riportare la notizia sono stati poche ore fa alcuni tra i maggiori quotidiani e media internazionali come il Washington Post, il The Guardian e l’agenzia di stampa britannica Reuters. “Non c’è bisogno che supportino il governo, ma dovranno riportare la verità” ha chiosato il Generale, conosciuto in patria per i suoi metodi spesso brutali e la sua indole altamente impulsiva.
Lo stesso Chan-ocha ha poi reso noto che, a suo giudizio, la Thailandia non è ancora pronta a fare a meno della legge marziale, imposta dalla junta che governa attualmente il Paese sin dal momento del colpo di Stato, la quale permette ancora ai militari di incarcerare arbitrariamente chiunque venga ritenuto un pericoloso oppositore del regime. Il monito del Generale sembra essere diretto in particolar modo al quotidiano thailandese Matichon, accusato da Chan-ocha di essere ideologicamente vicino alla figura dell’ex Primo Ministro Thaksin Shinawatra.
Il Capo di Stato della Thailandia avrebbe infatti dichiarato ad un reporter del Matichon, appena prima di imbarcarsi per un volo diretto in Brunei: “Non pensare che io non sappia che ciò che scrivete è a favore della precedente amministrazione. Il precedente Ministero dell’Interno ha comprato molti spazi pubblicitari da voi”. Le accuse dirette al Matichon sarebbero quindi quelle di fare propaganda a favore dell’ex Premier, nemico politico del Generale Chan-ocha. Un avviso da non prendere alla leggera in Thailandia; un Paese che il rapporto di Gennaio della Freedom House, associazione non governativa specializzata in ricerche riguardanti libertà politiche e diritti umani, ha dichiarato “Particolarmente debole in materia di diritti politici e libertà civili”. E le ultime parole del suo leader, ne sono ora la conferma.