Spesso e volentieri, si sa, la convivenza tra vicini non è affatto cosa semplice. Ma tra liti, battibecchi e ripicche più o meno pesanti, può capitare talvolta che la situazione vada completamente fuori controllo, sfociando infine nella tragedia. E’ questo ciò che sembra essere accaduto nel caso di Stefano Epis, 48anni, residente a Milano nel quartiere di Inganni. L’uomo era stato rinvenuto cadavere lo scorso 13 Marzo, accoltellato a morte all’interno del suo appartamento in via Gonin, numero 28. All’arrivo dei soccorsi, per lui non c’era oramai più nulla da fare.
E’ subito partita la caccia all’uomo, nel tentativo di individuare l’autore dell’omicidio; una serie di indagini che è durata circa una settimana fino a quando, nella giornata di oggi, i due vicini di casa non sono più riusciti a tenersi tutto dentro. Dopo essere stati fermati in seguito al delitto, sono stati condotti all’interno degli uffici della Squadra Mobile, laddove sono poi stati messi sotto interrogatorio dal procuratore aggiunto Alberto Nobili, e dal sostituto Letizia Mocciaro. Nonostante le iniziali resistenze i due, padre e figlio, alla fine sono crollati.
I vicini di casa hanno quindi confessato l’omicidio, raccontando agli inquirenti delle numerose liti che scoppiavano abitualmente tra Stefano Epis, e tutto il resto del vicinato. La stessa vittima non era esattamente uno stinco di santo, come si suol dire: aveva già assaggiato più volte il carcere per reati di vario genere, ed affrontato un percorso riabilitativo per uscire dal tunnel della dipendenza sia dell’alcool, che delle droghe. Ed è proprio quando beveva che, secondo le ricostruzioni della polizia, avvenivano le discussioni più animate. Lo stesso Epis è stato descritto come un uomo che amava il confronto diretto, e dalle testimonianze è emerso che non aveva alcuna remora ad istigare e minacciare, specie quand’era ubriaco.