E’ un vero e proprio appello alla Comunità internazionale quello di Akila Saleh, Presidente del Parlamento di Tobruk, le cui parole sono state riportate quest’oggi dall’ANSA: “L’Isis ed Al Qaeda possono passare dalla Libia all’Italia, e questo è un grande pericolo visto che molti terroristi sono proprio in Libia. Auspichiamo il sostegno dell’Italia per lottare contro il terrorismo”. Il Presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk ha inoltre affermato: “Auspichiamo che l’Italia giochi un ruolo importante nella proibizione e nel contrasto dell’arrivo illegale di armi in Libia, auspichiamo un atteggiamento serio e chiaro dell’Italia, e siamo stati rassicurati in questo senso quando il Ministro degli Esteri italiano ha ricevuto il suo omologo libico”, in relazione all’incontro tra Paolo Gentiloni e Mohamed al-Dairy, andato in scena lo scorso sabato 14 Marzo.
“Quando il Primo Ministro italiano ha parlato a Sham el-Sheikh-ha continuato Saleh-ha detto che l’Italia sostiene l’Egitto nella sua politica sulla Libia, e ciò significa anche che l’Italia sostiene la Libia nella sua lotta contro il terrorismo”. Un tema ripreso anche dal leghista europarlamentare Gianluca Bonanno, che nel corso di un’intervista concessa ad IntelligoNews ha dichiarato: “Quando sono andato (in Libia) non era ancora stato riconosciuto l’ambasciatore libico a Roma. Il governo di Tobruk era riconosciuto, ma l’ambasciatore no. Erano mesi che chiedevano che fosse riconosciuto. Dopo tre giorni che ero lì, la situazione si è sbloccata. Inoltre, quando ho annunciato che sarei partito per la Libia, “casualmente” il Parlamento Europeo si è messo a discutere di Libia”.
Parlando della sua trasferta libica, Bonanno ha poi affermato che nel Paese “c’è uno stato di ansia generalizzata, ho trovato un popolo molto orgoglioso, con una grande volontà di uscire da questa situazione, ma anche una grande delusione per l’Occidente che, dopo aver deposto Gheddafi, si è dimenticato della Libia”. Secondo le parole dell’eurodeputato, nel corso del suo incontro con il generale Khalifa Haftar, capo delle forze armate della Libia, quest’ultimo gli avrebbe riferito “Aiutateci, perché se sconfiggiamo il terrorismo, facciamo un favore anche a voi”.
Interrogato in merito al genere di aiuti chiesti dalla Libia, Gentiloni ha risposto così: “Loro vogliono la fine dell’embargo sulle armi. C’è questa situazione per cui i buoni non possono fare nulla, ed i cattivi fanno quello che vogliono. Loro non vogliono soldi, non vogliono truppe. Vogliono solo la fine dell’embargo: poi se la risolvono loro”.
Il Governo di Tripoli, nel frattempo, ha messo sotto la lente d’ingrandimento la città di Sirte, concentrandovi le proprie forze armate in previsione di un sempre più probabile scontro con le milizie dell’Isis. A riferirlo è l’emittente Al Jazeera, che ribadisce come i militari libici siano pronti a sferrare il proprio attacco alla roccaforte dello Stato Islamico, allo scopo di liberarla dal gioco dei fondamentalisti che tuttora la occupano. Proprio qui, inoltre, è stato segnalato un altro caso di rapimento di massa da diversi media arabi: si tratterebbe di circa una ventina di medici ed infermieri stranieri, rapiti dagli estremisti dell’Isis mentre aspettavano l’autobus per fuggire dalla città, ed evitare di trovarsi proprio nel mezzo dell’imminente conflitto quando questo sarebbe scoppiato.