La struggente storia che ci arriva dalla Cina racconta di un padre disperato. Un padre che, da ormai otto anni, è alla ricerca del proprio figlio, scomparso misteriosamente nel 2007. Xiao Chaohua, questo il nome dell’uomo, dopo la scomparsa del figlio ha deciso di lasciare il lavoro, e di dedicarsi a tempo pieno alla ricerca del figlio, che le autorità cinesi non sono finora riusciti a rintracciare.
Xiao Chaohua, infatti, ha comprato un furgone, col quale gira in lungo e in largo la Cina alla ricerca del figlio, Xiasong, che al momento della scomparsa aveva appena 5 anni. Appese al furgone, vi sono diverse gigantografie del bambino: la speranza è che chi veda il mezzo transitare o parcheggiato, possa riconoscere il bambino in foto e segnalarlo così al padre. Difficile che questa iniziativa abbia successo, anche perché il bimbo, nel caso fosse ancora vivo, oggi avrebbe 13 anni e difficilmente sarebbe riconoscibile con una foto di 8 anni prima.
Il giorno della scomparsa, racconta Xiao Chaohua, lui era andato al mare insieme ai due figli, Xiaosong appunto e la piccola Lu, per passare una mattinata sulla spiaggia a costruire castelli di sabbia. Ad un certo punto, Xiaosong chiede al padre qualche spicciolo per andarsi a comprare un gelato; a quel punto, il piccolo si allontana, per non ritornare mai più.
L’unica ipotesi che ha retto in tutti questi anni, nella mente di Xiao Chaohua come nelle indagini degli inquirenti, è quella che si tratti di rapimento. Quella del rapimento dei bambini, infatti, è una vera e propria piaga sociale per la Cina: ogni anno, ne spariscono più di 20mila. I bambini vengono sfruttati come mendicanti, oppure come veri e propri schiavi nelle fabbriche. Qualche volta, invece, vengono venduti (anche in Occidente) per adozioni a pagamento. Il caso peggiore, che Xiao Chaohua non vuole nemmeno tenere in considerazione, è che il piccolo figlioletto sia stato ‘utilizzato’ per il commercio di organi.