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Processo Mediaset, udienza fissata il 30 luglio in Cassazione

L’udienza per la discussione del ricorso presentato dai legali di Silvio Berlusconi contro la condanna in secondo grado nel processo Mediaset è stata fissata per il 30 luglio in Cassazione

Politica
Pubblicato il 9 luglio 2013, alle ore 14:29

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Processo Mediaset, udienza fissata il 30 luglio in Cassazione
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Dopo il ricorso presentato dai legali di Silvio Berlusconi contro la condanna, emessa lo scorso 8 maggio dalla corte d’appello di Milano, a quattro anni di reclusione per frode fiscale e a cinque di interdizione dai pubblici uffici nell’ambito del processo Mediaset, l’udienza per la discussione è stata immediatamente fissata il prossimo 30 luglio davanti alla sezione feriale della suprema corte.

Insieme a Berlusconi sono imputati il produttore cinematografico egiziano Frank Agrama e i due ex manager Mediaset Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano.

Per affrontare i giudici sulla questione dei diritti tv e la frode fiscale contestata, Berlusconi ha “invitato” nel collegio difensivo il professor Franco Coppi, che, con l’avvocato Niccolò Ghedini, ha presentato il ricorso il 19 giugno scorso.

Lo stesso Coppi ha commentato: “Sono esterrefatto, non si è mai vista una cosa del genere, che determina un aggravio delle possibilità di difesa, perchè contavamo di avere più tempo per svolgere i nostri approfondimenti”. “Sono sorpreso e amareggiato – aggiunge il nuovo legale di Silvio Berlusconi – è una fissazione d’udienza tra capo e collo”.

Quanto alla possibilità che il processo sia stato calendarizzato in tempi così stretti proprio per l’ipotesi di una “prescrizione intermedia”, ossia riguardante una parte del reato contestato a Silvio Berlusconi, che scatterebbe il prossimo settembre, il penalista risponde: “In Cassazione di casi di prescrizione intermedia se ne vedono abitualmente e spesso sono gli stessi giudici a rideterminare la pena”. “Ci batteremo comunque per ottenere l’annullamento con rinvio della sentenza di condanna inflitta a Silvio Berlusconi” ha concluso Coppi.

Non poteva mancare il commento della “pitonessa” Daniela Santanché: “Le parole dell’avvocato Coppi, per chi ancora avesse dei dubbi, sono la certezza che la giustizia non c’è per il presidente Silvio Berlusconi” e sollecita il Pdl a prendere posizione: “Che cosa facciamo noi, come movimento politico? Aspettiamo ancora l’unica manifestazione che forse riusciremo a fare, e cioè quella di accompagnarlo in carcere?”. “Non ci sto” continua “Basta divisioni, basta perder tempo con tentennamenti, e sofismi. Serve – conclude – passare all’azione”.

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