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Pdl addio, rinasce Forza Italia

Al Consiglio nazionale Berlusconi rilancia il partito con cui scese in campo nel 94’. E’ scissione con l’ala governativa guidata da Alfano

Politica
Pubblicato il 16 novembre 2013, alle ore 15:09

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Silvio Berlusconi è intervenuto al Consiglio Nazionale del Pdl per sancire il ritorno a Forza Italia e la scissione con i “governativi” di Angelino Alfano che, ieri sera, dopo riunione con i suoi aveva dichiarato: “Non aderiamo a Forza Italia. Sono pronti nuovi gruppi che si chiameranno ‘Nuovo Centrodestra’”, dopo che, nel pomeriggio, era fallito il tentativo di mediazione con i lealisti.

Accolto dall’ovazione dei presenti, un Silvio Berlusconi apparso piuttosto stanco è salito sul palco sulle note dell’inno nazionale: “Siamo rimasti quelli del 1994, abbiamo bisogno di rinforzi perché siamo meno giovani e altri hanno preso un’altra direzione”. Poi l’ex premier spiega le ragioni del ritorno a Forza Italia in poche parole: “Popolo della libertà non comunicava più alcuna emozione”. Tuttavia il nome potrebbe ancora essere usato per la coalizione “di tutti i moderati e di Forza Italia”.

Poi parla dello strappo con Alfano: “Ci sono state delle differenze non su programmi e valori, ma delle distanze tra singole persone, si è creata un’atmosfera grigia si sono ricorse le agenzie dell’uno e dell’altro schieramento, si è formata una situazione che non rendeva, a loro giudizio, di poter continuare pacificamente in un lavoro comune, ho passato del tempo per evitare questo. Eravamo arrivati ad accordo, ma hanno chiesto ieri sera la convocazione dell’ufficio di presidenza. Abbiamo opposto due ragionamenti – ha detto Berlusconi – il primo che ci volevano 24 ore di anticipo per la presenza di tutti i componenti, per le modifiche da aggiungere non c’era bisogno di un passaggio all’ufficio di presidenza, ma farlo conoscere al Cn”.

E, sul governo Letta, Berlusconi è deciso: “È molto difficile pensare di restare alleati in Parlamento e seduti allo stesso tavolo in Consiglio dei ministri con qualcuno che vuole uccidere il tuo leader”. Anche se poi lui stesso ammette che i numeri per far cadere il governo non ci sono, e che è necessario smorzare i toni con i gruppi parlamentari “Nuovo Centrodestra” perché, anche se adesso “apparirà come un sostegno alla sinistra, al Pd, dovrà poi necessariamente far parte della coalizione dei moderati, quindi dobbiamo comportarci con loro come con Lega e Fdi”.

Sul finire del suo intervento, poi, Silvio Berlusconi ha avuto un leggero malore, con il suo medico personale, il professore Alberto Zangrillo, che è intervenuto per sorreggerlo.

Niente di grave, l’ex premier torna sul palco sulle note dell’inno di Forza Italia, quello del 1994 e, dopo l’approvazione all’unanimità del documento programmatico di Forza Italia, legge un discorso pronunciato ai fedelissimi nel febbraio del 1994, quando iniziava la sua “discesa in campo”.

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