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Decadenza Berlusconi, la Giunta si è espressa per il voto palese

La Giunta per il Regolamento ha dato il via libera al voto palese del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Ira del Pdl: salta l’incontro del Cav con i suoi ministri

Politica
Pubblicato il 30 ottobre 2013, alle ore 15:49

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Il Senato sarà chiamato a esprimersi con voto palese in merito alla decadenza di Silvio Berlusconi.

Questa la decisione deliberata dalla Giunta per il Regolamento a seguito della votazione, terminata con sette voti favorevoli al voto palese, Pd (tre, il presidente Pietro Grasso per prassi non vota), M5S (due) e Sel (uno) e Scelta Civica (uno), contro i sei no di Pdl, Lega, Gal e Karl Zeller (Svp).

Alla fine è risultata decisiva è stata la posizione di Linda Lanzillotta (Scelta Civica) che ha deciso di esprimersi a favore dello scrutinio “trasparente”.

La decisione presa dalla Giunta ha irritato non poco Silvio Berlusconi, che ha saltato il pranzo in programma con i ministri.

Furiosi anche gli esponenti del Pdl. “Una pagina buia per le regole parlamentari- afferma  Renato Schifani – La Giunta del Regolamento, a maggioranza e con un voto deliberatamente politico, ha violato le regole in maniera surrettizia, con grave responsabilità dello stesso presidente del Senato, per consentire al Pd e ad altre forze di imporre ai loro senatori un voto contro il leader del centrodestra. La giornata di oggi non potrà non avere conseguenze”. Sulla stessa linea il capogruppo Renato Brunetta: “Dalla Giunta una decisione assurda e senza precedenti contro Berlusconi. Una decisione contra personam e senza alcun senso. Inaccettabile”.

Intanto Enrico Letta, intervenendo alla trasmissione Radio Anch’Io di Radio 1, ha risposto negativamente alla richiesta fatta da Berlusconi al governo di affermare la non retroattività della Legge Severino: “La mia risposta sta nel discorso che ho fatto alle Camere il 2 ottobre. Ho chiesto la fiducia al Parlamento ottenendo un largo consenso e in quella richiesta il pilastro è che l’Italia ha bisogno di ripresa, di un Governo e ci vuole separazione tra le singole vicende giudiziarie e l’azione del Governo”.

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