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Grillo al Quirinale: “L’Italia è in macerie, subito alle urne”

Il leader del Movimento 5 Stelle, dopo un’ora e mezza di colloquio col presidente: “Napolitano vada in tv e dica la verità su come stanno le cose”

Politica
Pubblicato il 10 luglio 2013, alle ore 17:14

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Grillo al Quirinale: “L’Italia è in macerie, subito alle urne”
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Dopo l’incontro col presidente Giorgio Napolitano, Beppe Grillo in conferenza stampa ha affermato: “Il paese è in macerie, è una pentola pronta a scoppiare. Occorrono misure urgenti e straordinarie pari a quelle di un’economia di guerra. Non si può aspettare oltre, neppure un giorno. Non abbiamo più tempo”.

Poi attacca i politici “che stanno chiusi nei palazzi a fare annunci e rinviare decisioni”.  E intanto “la gente vuole prendere i fucili, i bastoni e sono io a dire proviamo ancora con la democrazia. Noi vogliamo buttare fuori i partiti con metodi democratici, però poi ci stuferemo”.

Non manca la stoccata ai giornalisti, accusati da Beppe Grillo di essere corresponsabili dello sfacelo: “Dovreste vergognarvi perché parte dello sfacelo è colpa vostra. Se siamo un Paese semilibero è anche colpa della vostra informazione”. E minaccia: “Uno dei problemi maggiori dell’Italia è la stampa. La Rai. Siete complici del sistema. Ma siete i primi precari che pagherete questa situazione perché i vostri giornali e le vostre tv chiuderanno”.

E poi chiede a gran voce al presidente della Repubblica di “abrogare l’attuale legge elettorale, che è incostituzionale. Gli ho chiesto di sciogliere le Camere e tornare al voto se necessario. E gli ho suggerito di andare in tv, a reti unificate, e dire la verità al Paese. L’autunno è vicino, e lì i problemi politici diventeranno sociali”.

Rivendica inoltre il lavoro svolto dal Movimento 5 stelle: “Abbiamo fatto tutto di corsa, abbiamo dovuto selezionare le persone in due mesi”. E l’ammissione: «Certo è andato in Parlamento anche chi non ci doveva andare e non aveva le nostre stesse idee. Ma hanno fatto di tutto per non farci partecipare alle elezioni”.

Il tono della voce si alza di nuovo: “La mia è una rabbia buona, mi hanno dipinto in tutti i modi peggiori possibili. Ma io sono l’unico che va in giro a mezzo alla gente, io potevo starmene a casa e godermi i miei soldi, però ho detto che voglio contraccambiare. E questa è stata una mossa che ha colto tutti di sorpresa. Ecco perché il nostro Movimento ha creato questo odio. Sembra fuori dal Dna di un politico fare le cose non per interesse personale”.

Infine minaccia: “Se il Parlamento è così, se non fa nulla, allora noi usciremo dal Parlamento”. Parole poi che lo stesso Grillo ha chiarito così: “Uscire dal Parlamento non significa abbandonarlo, significa portarlo fuori perché l’operato dei nostri parlamentari è snobbato”.

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