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Principessa Vittoria: "La società svedese è costruita sulla fiducia"

Vittoria, Principessa ereditaria di Svezia, era la reggente temporanea al momento dell’attentato jihadista che ha colpito la Svezia: “Provo un dolore immenso, mi sento svuotata, ma ora bisogna mostrare grande forza per lottare contro tutto questo”.

Esteri
Pubblicato il 12 aprile 2017, alle ore 12:59

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Principessa Vittoria: "La società svedese è costruita sulla fiducia"
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A Stoccolma, venerdì scorso, un camion, in nome della jihad, ha falciato 4 persone: una undicenne di ritorno da scuola, una sessantanovenne svedese, una psicologa trentunenne belga, un dirigente della Spotify, britannico. Reggente temporanea della Svezia è la Principessa ereditaria Vittoria, trovandosi il Re Carlo XVI Gustavo Bernadotte e la Regina Silvia in Brasile al momento dei fatti.

Mentre l’allarme nel Paese è molto alto, la Principessa Vittoria desidera raggiungere quanto prima Drottninggatan, luogo di ripetuti attentati, forse proprio perché cuore aperto a chi fugge dalle guerre e dai dittatori sanguinari. La Principessa, attorniata dalle guardie di sicurezza, vestita di nero, lascia la residenza di Haga Palace, dove da venerdì sventola una bandiera a mezz’asta. In automobile raggiunge la Strada della Regina, strada dedicata a Cristina, la Regina che, a metà del seicento, regnò in Svezia.

Tra le lacrime, che non riesce a trattenere Vittoria, pone un mazzo di rose rosse sul luogo dell’attentato. Asciugando il volto pronuncia qualche frase di dolore e di speranza: “Provo un dolore immenso. Mi sento svuotata. Ora bisogna mostrare grande forza per lottare contro tutto questo. La società svedese è costruita sulla fiducia e il senso di comunità… ce la faremo”. Alla domanda di un giornalista: “Sua Altezza come possiamo farcela?”, la risposta della Principessa è senza esitazioni: “Insieme”.

Vittoria ha ereditato un carattere forte da una sua ava, Regina, di cui porta il nome. In diversi modi si è impegnata a favore dei deboli, come i bambini, o nell’organizzare i soccorsi nel 2005, quando lo tsunami ha colpito il sud-est asiatico.

Convinta che il proverbio svedese abbia un significato: “Meglio aver amato e perduto che non aver amato mai” s’allontana dicendo: “Non molleremo, resisteremo all’odio”.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Se la Principessa Vittoria mostra le lacrime, non mostra la fragilità personale nel reggere tali avvenimenti, ma un'umanità profonda capace di stare davvero con chi soffre. Le parole di speranza, la possibilità di vincere, perdendo come recita il proverbio "Meglio aver amato e perduto che non aver amato mai", rincuorano e danno forza per andare avanti.

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