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L’Agenzia Spaziale Europea pubblica la prima mappa 3D della via Lattea

L’European Space Agency ha reso disponibile quella che ad oggi è la più dettagliata mappa in 3D della Via Lattea. Di fondamentale importanza è stato il ruolo del satellite Gaia, attivato per l’occasione nel 2013.

Esteri
Pubblicato il 16 settembre 2016, alle ore 17:45

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L’Agenzia Spaziale Europea pubblica la prima mappa 3D della via Lattea
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A seguito di assidue ricerche e minuziosi rilevamenti condotti da parte del satellite Gaia, l’European Space Agency ha potuto pubblicare il primo censimento in formato 3D della nostra galassia. Il risultato conseguito altro non è che la mappa più completa e precisa della Via Lattea sino ad oggi mai realizzata. Il dato principale che ne emerge riguarda il numero delle stelle catalogate, ben 1.142 milioni

Se il numero è senza dubbio sorprendente, altrettanto sorprendente è la capacità di captare e censire gli astri da parte del satellite Gaia. Lanciato in orbita nel 2013 dalla ESA, ha avuto il non facile compito di sostituire il suo predecessore Hipparcos. Come era facile ipotizzare, i risultati sono tutti a favore del più giovane dei due satelliti: può infatti catalogare una popolazione stellare di ben 20 volte superiore rispetto ad Hipparcos. 

Lo scienziato Timo Prusti, ideatore del progetto di scansione stellare, ha ribadito che i dati conseguiti, pur essendo di natura preliminare, saranno immediatamente resi disponibili alla comunità astronomica internazionale. L’intento è quello di fornire ulteriori spunti alla continua ricerca in materia. La mappa sarà quindi un’ulteriore strumento a dispozione di ricercatori e scienziati al fine di comprendere l’origine e l’evoluzione dell’universo

L’entusiasmo per i risultati ottenuti si contrappone però all’apprensione per un ulteriore scoperta resa possibile grazie all’attività esplorativa del satellite Gaia. Sembra infatti che la Via Lattea sia a rischio “rottura”. Come ha avuto modo di spiegare Mario Lattanzi, responsabile del centro di analisi di Gaia, “il piano della nostra galassia appare ‘tiltato’, con curvature che lo rendono irregolare”.

Quanto appreso dovrà essere necessariamente approfondito dagli scienziati: la scoperta farebbe infatti suppore che la Via Lattea sia soggetta a dei cambiamenti tali da determinarne un rischio distruzione. Al momento però possiamo dormire sonni tranquilli, il presunto crash stellare dovrebbe aver luogo tra non meno di tre miliardi di anni.

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Antonio Sorice - Fin dall’antichità l’uomo ha scrutato e studiato il cielo cercando di comprendere cosa ci fosse al di là dell’orizzonte. Per secoli ha fantasticato e solo negli ultimi decenni le esplorazioni spaziali, i satelliti e i telescopi hanno permesso di scoprire nuovi corpi celesti, ma al momento quanto conosciuto rappresenta ancora una goccia all’interno di un mare che sembra non aver mai fine. A noi non resta che affidarci alla scienza, chiamata per l’occasione ad un duro e lungo sforzo di ricerca e comprensione.

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