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Naufragio Lampedusa, recuperate in mare altre 17 vittime

I sommozzatori hanno recuperato altri 17 cadaveri dal relitto del barcone naufragato davanti all'isola di Lampedusa. Schulz: “Italia lasciata sola dall’Europa”

Cronaca
Pubblicato il 7 ottobre 2013, alle ore 16:17

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Naufragio Lampedusa, recuperate in mare altre 17 vittime
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Continuano le ricerche delle vittime dopo il tragico naufragio di giovedì, sulle coste dell’isola di Lampedusa.

In mattinata i sommozzatori della guardia costiera hanno recuperato altri 17 cadaveri, tra cui quelli di due donne, nel relitto del peschereccio, che giace a circa 50 metri di profondità davanti alla costa dell’Isola dei Conigli.

Il bilancio ufficiale è ora di 213 vittime, dopo che ieri erano stati estratti altri 83 corpi senza vita.

Ma si tratta di un bilancio del tutto provvisorio, in quanto, come affermato dai sommozzatori, lo scafo è ancora pieno di morti.

“L’immagine che non riesco a togliere dalla mente sono quei corpi ammassati a grappolo nel relitto, quasi tutti con gli occhi sbarrati e le braccia protese verso l’alto, come a volere chiedere aiuto”. Questa la testimonianza di uno dei sommozzatori impegnati nel recupero, che poi prosegue: “Quando siamo arrivati in profondità abbiamo visto quello che immaginavamo per tutta la notte, ma lo scenario che abbiamo visto è stato peggiore del previsto. Decine di corpi, molti abbracciati, molti altri con le braccia ancora proteste. Una scena agghiacciante. Sembravano finti. Con gli occhi aperti, sembrava che ci guardassero”.

E sulla questione interviene anche Martin Schulz, il presidente del Parlamento europeo, che in un’intervista alla Bild ha definito “una vergogna il fatto che l’Ue abbia lasciato l’Italia per così tanto tempo da sola ad affrontare il flusso di profughi dall’Africa”. “I profughi devono essere suddivisi in modo più equo tra gli Stati membri dell’Unione europea. Ciò significa anche che la Germania deve accogliere più persone” ha concluso Martin Schulz, che le cui parole sono state appoggiate anche dal ministro per lo Sviluppo tedesco, Dirk Niebel (Fdp), secondo il quale l’Europa ha bisogno di una “politica d’immigrazione e per i profughi comune”, e da Julia Kloeckner, la vice-presidente della Cdu, partito di Angela Merkel, la quale ha chiesto dalle colonne della Welt am Sonntag che il problema venga risolto con un vertice europeo.

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