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Uccide la figlia perchè piangeva troppo, condannato a 8 anni

Un inglese uccide la figlia di 5 settimane mentre giocava ad Assassin's Creed III.

Cronaca
Pubblicato il 11 luglio 2014, alle ore 17:00

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Uccide la figlia perchè piangeva troppo, condannato a 8 anni

Un uomo uccide la figlia di 5 settimane perchè piangeva troppo e lo disturbava mentre giocava ai videogames. La tragedia è avvenuta diverso tempo fa all’interno di un appartamento del comune inglese di St Leonards-on-Sea, nell’East Sussex, mentre l’uomo, Mark Sandland, in casa con la neonata, stava giocando al videogame Assassin’s Creed III. La piccola, di poco più di un mese di vita, è stata aggredita dal genitore che l’ha sbattuta con violenza più volte a terra. Il giovane padre è stato condannato a 8 anni di carcere per l’infanticidio. La piccola si chiamava Aimee-Rose ed è morta in ospedale dopo ben 4 giorni di agonia.

Secondo quanto stabilito dal giudice che lo ha condannato Mark Sandland, dopo aver ucciso la figlioletta, avrebbe cercato di nascondere le prove dell’omicidio. Tra queste azioni volte a ostacolare le indagini, e che avrebbero portato a una certa condanna, ci sarebbe anche il tentativo di cancellare la cronologia dalla consolle di videogame su cui stava giocando.

Nonostante il tentativo di depistare le indagini gli inquirenti sarebbero riusciti a scoprire alcune ricerche dell’uomo sui trucchi e le soluzioni per il videogioco Assassin’s Creed III. Da qui è maturata l’ipotesi secondo cui l’uomo sarebbe stato colto da un vero e proprio raptus mentre giocava ad Assassin’s Creed III per il pianto a dirotto della figlia.

Nel corso del processo in cui Sandland era accusato dell’omicidio della piccola figlia, la difesa dell’uomo ha cercato di sostenere il fatto che l’indiziato sarebbe stato colto da un attacco di crisi epilettica e che non avrebbe mai avuto intenzione di ammazzare la bambina. L’accusa è riuscita, invece, a far prevalare la propria tesi legata all’omicidio colposo legando il fatto all’aggravante di aver tentato di nascondere alcuni elementi utili alle indagini sulla morte della piccola di 5 settimane.

Bisogna precisare che non sono emersi dei legami precisi fra l’omicidio commesso dal padre di Aimee-Rose e le violenze presenti nel gioco Assassin’s Creed. L’unico legame tra i due fatti è che il pianto continuo della bimba di 5 settimane mentre il padre giocava al videogame ha portato l’uomo a perdere completamente la testa e a uccidere brutalmente la figlia.

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