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Firenze

Il Castello di Sammezzano diventa arabo per 15 milioni di euro

Il castello di Sammezzano, e tutta la sua tenuta, sono stati venduti a una società degli Emirati Arabi per 15 milioni e 400mila euro. La società Helitrope Limited, che si è aggiudicata l'immobile, ha sede a Dubai.

Cronaca
Pubblicato il 11 maggio 2017, alle ore 16:53

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Il Castello di Sammezzano diventa arabo per 15 milioni di euro
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Il castello di Sammezzano (classificato primo nei “Luoghi del Cuore FAI 2016″) e tutta la sua tenuta sono stati venduti a una società degli Emirati Arabi per 15 milioni e 400 mila euro. La società Helitrope Limited, che si è aggiudicata l’immobile, ha sede a Dubai.

Il prezzo con cui ha acquisito il complesso è superiore alla base di asta, fissata in 15 milioni di euro. L’immobile era in asta giudiziaria dal 2015, dopo il fallimento della Sammezzano Castle Srl, che lo aveva acquistato nel 1999.

La vendita si è tenuta a Firenze, nello studio notarile in cui è stata aperta la busta con l’offerta: al momento dell’apertura delle buste era presente il rappresentante e amministratore legale della società, Puneet Gope Shahani, che ha depositato il primo assegno della International Bank Qatar. L’obiettivo sarà quello di garantire comunque l’apertura e la fruibilità del castello al pubblico, malgrado la proprietà privata.

La società di Dubai è stata l’unica a presentare l’offerta: la società ha 120 giorni di tempo per il saldo, per divenire l’effettiva proprietaria del complesso di Sammezzano. Il Castello che domina le colline di Leccio, voluto dal Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, per quindici anni è rimasto di proprietà di una società italo-inglese, la Sammezzano Castle Srl, che a sua volta lo aveva acquistato all’asta.

Il progetto di rilancio non è mai partito. Il sindaco di Reggello, Cristiano Benucci, presente all’apertura delle buste, ha affidato a un post di Facebook il suo commento. “È da poco terminata l’asta per il Castello di Sammezzano alla quale ho assistito personalmente interpretando l’apprensione di tutti i reggellesi per il destino del Castello. È stata presentata un’offerta di 15,4 milioni di euro da parte di una società degli Emirati Arabi alla quale è stato provvisoriamente aggiudicato il Castello e tutto il complesso”. 

In ottica futura, il sindaco ha proseguito: “Ci saranno modi e tempi opportuni nei quali i nuovi proprietari potranno confrontarsi con il Comune sulle loro idee, nel frattempo auspico che la nuova proprietà prenda a cuore Sammezzano, lo salvaguardi e metta subito in campo gli interventi necessari per combattere il degrado e mettere in sicurezza il bene. Non appena possibile manifesteremo ai nuovi proprietari la richiesta di garantire, compatibilmente con il loro progetto, la fruibilità pubblica del castello, in quanto rappresenta un simbolo per la nostra comunità“. 

La storia del luogo è molto  antica, e risale all’epoca romana: lo storico Davidsohn, nella sua “Storia di Firenze”, afferma che nel 780 lo stesso Carlo Magno, di ritorno da Roma, dove aveva fatto battezzare il figlio dal Papa, vi soggiornò.

I proprietari storici sono stati gli Ximenes di Aragona, ma fu Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona a trasformarlo – tra il 1843 e il 1889 – seguendo la corrente orientalista della seconda metà del XIX secolo: il suo apporto trasformò il Castello in una costruzione eclettica in stile moresco. Le sue sale conducono verso luoghi esotici, lontani, in paesi come Cina e Arabia. 

Il Castello è appartenuto alla famiglia fiorentina dei Gualtierotti fino al 1488, per divenire proprietà di Bindo Altoviti e di Giovanni de’ Medici. Nel 1564, il Granduca Cosimo I istituì la bandita di Sammezzano, un vasto territorio dove era proibito pescare o cacciare senza permessi, e donò la tenuta al figlio Ferdinando, futuro Granduca di Toscana.

Durante il ‘600, il castello venne acquistato dagli Ximenes d’Aaragona, passò in eredità ai Panciatichi nel 1816. Fu il Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona a progettarne l’aspetto attuale, splendida struttura in stile moresco, seguendo l’arte islamica diffusasi nel Mediterraneo Occidentale tra la fine dell’XI secolo e la fine del XV.

Il castello assunse un’ architettura visionaria, incentrata su forme fantasmagoriche e coloratissime, in uno scenario da Mille e una Notte. La facciata ricorda il mausoleo indiano Taj Mahal, gli interni si ispirano, nelle decorazioni, all’Alhambra di Granada: all’interno spicca la sala dei Pavoni, la galleria fra la sala degli Specchi e l’ottagono del Fumoir, la sala Bianca e la piccola cappella, un incredibile labirinto di colori.  

Il Marchese Panciatichi, nato nel capoluogo toscano nel 1813, fu tra i protagonisti della vita sociale e politica di Firenze Capitale: attraverso cospicue donazioni, collaborando con le istituzioni culturali fiorentine, dall’Accademia agli Uffizi, al Bargello, i Georgofili e la Società Toscana di Orticultura, partecipando alla vita politica cittadina. 

Nel vasto parco che circonda il castello di Sammezzano, è possibile incontrare una sequoia di 46 metri, l’albero più alto di tutta la Toscana e il 5° in Italia.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Un gioiello, unico, raro, irripetibile, ricco di storia: doveva rimanere italiano ad ogni costo, ma le lotte intraprese per tale scopo son state perse. Ho avuto l'occasione di vederlo solo da fuori, diversi anni fa, e spero che quelle stanze favolose tessute come un tappeto siano comunque accessibili al pubblico, anche se l'immobile è divenuto di proprietà privata. Un peccato.

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