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Genova: 16enne suicida, era stata la madre a chiamare le Fiamme Gialle

Quella mattina, nella più totale disperazione per non riuscire a mettere fine ad una situazione sempre più difficoltosa, la mamma del ragazzo morto suicida a Lavagna, decide di rivolgersi alle Fiamme Gialle. Il triste epilogo, purtroppo, lo conoscono tutti.

Cronaca
Pubblicato il 16 febbraio 2017, alle ore 11:25

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Genova: 16enne suicida, era stata la madre a chiamare le Fiamme Gialle
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Una folla immensa, un fiume di persone a testimoniare quanto una tragedia simile possa toccare il cuore di tutti. Di una comunità che si stringe intorno a questa famiglia, in un momento innaturale e doloroso.

I genitori del ragazzo che si è tolto la vita gettandosi dal balcone di casa dopo che, durante una perquisizione della Guardia di Finanza, era stato trovato in possesso di 10g di hashish, ora sono in una Chiesa che non dovrebbe mai ospitare anime tanto giovani, in un’occasione tanto triste. Invece, purtroppo, per un destino crudele, una mamma ha dovuto raccogliere tutto il suo coraggio e mettere da parte il suo infinito dolore per salire, insieme al marito, su quell’altare e, con la voce spezzata è riuscita a pronunciare sagge parole che hanno commosso tutti quelli che le hanno ascoltate.

Si è rivolta ai compagni di suo figlio: “Diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi. Invece di mandarvi faccine su whatsapp, straordinario è avere il coraggio di dire alla ragazza ‘sei bella’ invece di nascondersi dietro a frasi preconfezionate. Straordinario è chiedere aiuto proprio quando ci sembra che non ci sia via di uscita. Straordinario è avere il coraggio di dire ciò che sapete. Per mio figlio è troppo tardi ma potrebbe non esserlo per molti di voi, fatelo” – ha detto la donna – “In queste ore ci siamo chiesti perché è successo, ma a cercare i perché ci arrovelliamo. La domanda non è perché, ma come possiamo aiutarci. Fate emergere i vostri problemi”

Le Fiamme Gialle fanno sapere che quella mattina la madre aveva chiamato la centrale per chiedere aiuto, non sapendo più come risolvere la situazione. La Guardia di Finanza è stata ricordata anche nel discorso della donn. Ha ringraziato più volte gli agenti per aver ascoltato l’urlo di disperazione di una madre che non poteva accettare di vedere suo figlio perdersi e ha provato con ogni mezzo a combattere la guerra contro la dipendenza.

“Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta”.  Così si legge su uno striscione davanti alla Chiesa di Santo Stefano di Lavagna, gremita all’inverosimile per portare l’ultimo saluto al ragazzo. Nei manifesti che annunciavano le esequie, la famiglia ha voluto ringraziare anche la Guardia di Finanza come per non voler colpevolizzare i militari per quel che è successo.

La bara è stata portata a spalla in chiesa e sopra la maglia della Virtus Entella quella con il numero 15 che indossava nel settore giovanile del club calcistico, la cosiddetta Accademy. Un altro striscione con la frase di una canzone di Francesco Guccini, “Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi..”. A celebrare le esequie Don Andrea Buffoli, cappellano della Virtus Entella, che si è rivolto ai ragazzi dicendo loro di parlare della loro vita, perché vuol dire farsi volere bene ed essere accolti. Ieri il padre aveva detto: “Non sono stato un bravo padre, non ho saputo capire mio figlio”.

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Cosa ne pensa l’autore

Cristina Giuli - In questi momenti di assoluto dolore, non si riesce a pensare a parole che possano essere utili per spiegare un gesto pieno di amarezza e tanto improvviso. Ascoltando le parole della mamma, non nascondo di aver provato una stretta al cuore. Ho pianto, ho pensato a come può il cuore di un genitore sopportare tanta angoscia senza scoppiare. Non so cosa riesca a dare la forza di continuare ad andare avanti, forse proprio l'amore che senti intorno a te, il conforto delle persone che nemmeno conosci, la consapevolezza che tutti sono lì per portare aiuto. Spero tanto che le sue parole siano servite per far ragionare qualcuno, per conferire almeno un significato al gesto insensato del ragazzo.

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