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Roma

Crisi catalana: Papa Bergoglio mediatore se si verificano tre condizioni

Le condizioni perché Papa Francesco possa mediare nella crisi catalana sono tre: ambo le parti devono richiedere la mediazione, rispettare il diritto internazionale e non usare la forza.

Cronaca
Pubblicato il 6 ottobre 2017, alle ore 21:36

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Crisi catalana: Papa Bergoglio mediatore se si verificano tre condizioni
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Ancora non è in atto una mediazione vaticana, ma non si esclude che presto possa esserci. Questa è la risposta da parte della Segreteria di Stato alla domanda se il Vaticano, papa Francesco esattamente, stia facendo qualcosa per la crisi catalana.

La risposta, nella sua forma è chiaramente neutrale, ma è costruita su uno sfondo che per tradizione diplomatica è contraria alle secessioni non consensuali nei regimi democratici. Papa Bergoglio ha sempre cercato che la Santa Sede avesse un ruolo attivo, capace di promuovere i ‘primi passi’ verso la pace, la convivenza civile, ce ne siamo accorti nelle vicende israelo-palestinesi, in quelle cubane, in quelle venezuelane e in quelle colombiane.

Francesco vuole una Chiesa capace di stare anche nei conflitti, non per il conflitto in sé ma perchè non ha alcun timore di sporcarsi le mani pur di ottenere processi di pace, pertanto se gli verrà chiesta una mediazione sarà difficile che torni indietro.

Sono tre le condizioni che sostengono una mediazione. La richiesta deve venire da tutte e due le parti che devono anche accettare i principi del diritto internazionale e impegnarsi a rinunciare all’uso della forza. Le condizioni in questo momento mancano, ma tutto è pronto perché, appena possibile, la mediazione possa avvenire.

Papa Francesco e il cardinale Parolin hanno incontrato lunedì scorso il nuovo ambasciatore di Madrid, Gerardo Bugallo. Il settimanale Vida Nueva riferisce che Francesco ha esposto all’ambasciatore il pensiero della Santa Sede: è “contraria a ogni autodeterminazione che non sia giustificata da un processo di decolonizzazione e contraria a iniziative che non rispettino la legalità costituita“. Ma questa è solo un’indiscrezione riportata dall’ambasciatore di Madrid.

Subito martedì il premier Rajoy ha chiamato il cardinale di Madrid Carlos Osoro e quello di Barcellona, Juan José Omella per discutere assieme. Il cardinale Omella, molto stimato da Francesco, ha quindi incontrato Oriol Junqueras, vicepresidente della Generalitat catalana. Dunque qualcosa si sta muovendo.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Le condizioni rispettate, secondo me, esprimono la volontà di uscirne fuori. Muovere un passo di pace grazie ad un intermediario, non usare la forza e tanto meno la violenza, rispettare i principi del diritto internazionale è già un buon cammino. Arrivare a questo punto, penso sia già un uscirne fuori... vincitori.

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Commenti
Fabrizio Ferrara

07 ottobre 2017 - 18:29:18

Sono solo alcuni insorti catalani a chiederlo.

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Fabrizio Ferrara

07 ottobre 2017 - 15:23:57

Il Papa non deve interferire con le questioni interne di uno stato sovrano alle prese con un'insurrezione. Spetta solo alla Corona di Spagna stabilire come preservare la sua unità.

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Marilena Carraro

07 ottobre 2017 - 16:32:01

Se sono loro a chiederlo come unica via d'uscita non vedo perché non dovrebbe farlo

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