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Baby squillo, arrestati due pusher che fornivano la droga per i festini

L’inchiesta sulle baby squillo dei Parioli ha portato all’arresto di due pusher che avrebbero fornito la cocaina alle ragazze

Cronaca
Pubblicato il 12 novembre 2013, alle ore 16:46

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Baby squillo, arrestati due pusher che fornivano la droga per i festini
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Continuano gli arresti nell’indagine sulle baby squillo dei Parioli. I provvedimenti sono stati eseguiti nei confronti di Mirko Ieni, già in carcere da alcuni giorni per la stessa inchiesta, e un imprenditore edile di 49 anni, Marco Galluzzo, registrato sul cellulare di una delle prostitute minorenni sotto il nome di “Bambus”.

L’imprenditore, che pagava le prestazioni sessuali con dosi di cocaina, sarebbe accusato di spaccio e di induzione alla prostituzione, in quanto avrebbe proposto alle ragazze incontri con altre persone.

Intanto oggi si è tenuta l’udienza al Tribunale del Riesame sulla richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati delle persone finite in manette nell’indagine sulle baby squillo: Mirko Ieni, uno dei promotori del giro di prostituzione, il commercialista Riccardo Sbarra, cliente delle minori, il commerciante Michael Mario De Quattro e la madre di una delle minorenni.

I giudici hanno rinviato la decisione sulla richiesta di revoca delle tre ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip presso il Tribunale di Roma, Maddalena Cipriani, su richiesta dei pm della Procura della Repubblica di Roma, Maria Monteleone e Cristiana Macchiusi. La decisione verrà presa entro venerdì, mentre De Quattro è finito ai domiciliari con il consenso della procura alla luce delle sue precarie condizioni di salute e Nunzio Pizzicalla, altro personaggio accusato di aver sfruttato le due adolescenti, ha rinunciato al ricorso.

I legali di Mirko Ienni hanno ribadito che il loro assistito non sapeva che le due ragazze fossero minorenni e che le aveva conosciute tramite internet. Stessa posizione per Riccardo Sbarra che, secondo quanto riferito dal suo legale, non sapeva la vera età delle ragazze in virtù del fatto che “maneggiavano tanti soldi, si muovevano con taxi, frequentavano locali anche fino a tarda ora e consumavano alcolici”.

Pesanti le accuse a carico della madre di una delle due ragazze (di soli 15 anni) che, contraddicendo le intercettazioni che la chiamano in causa, avrebbe sostenuto di non aver mai spinto la figlia a prostituirsi.

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