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YouTube: al varo diverse iniziative a favore dei content creators e degli inserzionisti

YouTube, messe a regime le migliorie per i fruitori, si è dedicata ai creatori di contenuti, e agli inserzionisti pubblicitari, in passato delusi da Google: ecco le più interessanti iniziative volte a monetizzare il successo della nota platform di video-sharing.

Internet e Social
Pubblicato il 25 giugno 2018, alle ore 17:52

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YouTube: al varo diverse iniziative a favore dei content creators e degli inserzionisti

YouTube, oltre a essere impegnata nel varare sempre nuovi strumenti a vantaggio dei suoi fruitori passivi, è anche attenta nel soddisfare chi crea i contenuti più esclusivi, e chi – magari – utilizza questi ultimi per le proprie inserzioni: ecco le più interessanti iniziative ad hoc concepite da Mountain View per la sua nota piattaforma di video sharing. 

La prima novità relativa al connubio pubblicità-YouTube è stata segnalata, qualche giorno fa, dai colleghi di Motherboard e Torrentfreak che hanno portato all’attenzione un curioso problema che sta affliggendo i video di popolarissimi account (es. OpenCourseWare del Massachusetts Institute of Technology) che, improvvisamente, sono diventati indisponibili alla fruizione in alcuni paesi. In un primo momento, si era pensato a qualche problema con “Content ID”, il filtro youtubbiano creato per tutelare i contenuti delle majors, o ai primi effetti della normativa europea sul copyright (filtri automatici previsti su ogni upload): tuttavia, in seguito a uno scambio di mail tra i gestori della Blender Foundation (la stessa che sviluppa il programma open source per la modellazione 3D), si è dipanato l’arcano. Google, dopo aver revisionato gli accordi con i propri partner, pretende che questi ultimi “monetizzino” i propri video, introducendovi della pubblicità. Qualche creatore di contenuti ha accettato, ritrovandosi i video online, qualche altro – invece – ha deciso di testare soluzioni alternative, come l’hosting dei propri corsi a distanza su server proprietari, alleggerendo il traffico di banda tramite la tecnologia p2p di PeerTube (come è solito fare anche l’alternativa a YouTube nota come FramaTube). 

Sempre per tener buoni i pubblicitari, che nel recente passato (Marzo) hanno minacciato il boicottaggio in seguito ad alcuni spiacevoli inconvenienti (es. spot finiti su contenuti estremisti, o su video omofobi), YouTube – dopo aver confermato d’aver messo al lavoro un migliaio di persone e l’intelligenza artificiale sulla selezione dei contenuti – ha annunciato nuovi strumenti a favore degli inserzionisti. Il primo di questi, dal nome “Video Experiments”, in arrivo per la fine di Giugno, si occuperà di testare l’efficacia di una pubblicità – quanto a intenzioni di acquisto e consapevolezza del messaggio – all’interno di ambienti simulati, in modo che il marketing possa apportare idonei correttivi prima della partenza dell’effettiva campagna di advertising. Quest’ultima, tra l’altro, potrà anche contare sulla feature “Director Mix”, sperimentata da almeno un anno (grazie a partner del calibro di Kellogg’s), funzionale ad elaborare diverse varianti dello stesso annuncio (McDonalds si è “fermata” a 77), semplicemente variando alcune parti intercambiabili (es. testo, video, immagini, suoni) del medesimo.

Al VidCon 2018, svoltosi dal 20 al 23 Giugno al Convention Center di Anaheim (California), è arrivato anche il contentino per coloro che creano i contenuti sui quali gli inserzionisti andranno a piazzarsi. Nello specifico, Google ha presentato ben 3 strumenti appannaggio dei “creators”: l’abbonamento premium, il merchandise, e “Premiere”.

L’abbonamento premium (da non confondersi con quello incluso nei servizi YouTube Music o YouTube Premium, e più simile a quanto collaudato da Facebook all’interno di alcuni suoi gruppi), testato con pochi utenti prescelti, ora è esteso a tutti gli youtubers, a patto di soddisfare alcuni criteri, tra cui esser maggiorenni (18 anni) e disporre di un canale con almeno 100 mila iscritti, e consente di proporre ai propri fan (in cambio di un modesto obolo mensile che, in Italia, è pari a 4.99 euro), contenuti esclusivi come video, live, sezioni dedicate nel forum della community, accesso anticipato alla vendita dei biglietti, oltre ad un badge distintivo con tanto di nuove emoji. 

Il merchandise, per ora attivo solo negli USA e supportato dalla piattaforma di e-commerce Teespring, è dedicato – invece – ai canali con almeno 10 mila iscritti, e consente loro di vendere tutta una serie di gadget tra cui, ad oggi, rientrano prodotti come tazze, t-shirt e calzini, pelouche, teli da spiaggia, cover protettive per smartphone, ed elementi di home decor (cuscini, stampe, poster, arazzi). 

Premiere“, infine”, limitato a pochi canali ma destinato ad essere disponibile per tutti a breve, è utilizzabile per rendere “live” dei contenuti preregistrati: il tutto avviene tramite la “super chat” che permette agli utenti di chattare tra loro (e col content creator) per commentare in diretta quel che vedono step by step. Un po’ come andare a una premiere con gli amici, e ciaccolare di quel che si sta fruendo in anteprima.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - YouTube, da anni, è una piattaforma di successo ma, per molto tempo, ha reso assai poco a Google (che l'ha acquistata nel 2006, a un anno dalla sua fondazione): le recenti iniziative, sia lato app (YouTube Music Premium e YouTube Premium), che lato web browser (citate in sede di articolo poc'anzi), puntano chiaramente a colmare questa lacuna, ed a fare del Tubo, prima che ci riesca Facebook con Watch e IGTV, la nuova Eldorado del web.

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