TikTok ha ufficialmente finalizzato l’accordo che ridisegna in modo profondo e strutturale la sua presenza negli Stati Uniti, mettendo fine a mesi di incertezza normativa e politica. Le attività statunitensi della piattaforma sono state trasferite alla nuova TikTok USDS Joint Venture LLC, una società autonoma e a maggioranza americana creata per soddisfare i requisiti della legge federale “divest-or-ban”, che imponeva a ByteDance di cedere il controllo delle operazioni USA o uscire dal mercato.
Con questa mossa, TikTok resta operativa negli Stati Uniti, ma all’interno di un perimetro radicalmente diverso rispetto al passato. L’operazione prevede una forte riduzione del peso di ByteDance, che scende a una partecipazione di minoranza pari al 19,9%, mentre l’80,1% passa a un consorzio di investitori americani. A guidarlo sono Silver Lake, Oracle e MGX, ciascuno con una quota del 15%, affiancati da una serie di investitori istituzionali e family office. Non sono stati comunicati i dettagli economici dell’accordo, né è stato chiarito se in futuro verrà lanciata un’app separata dedicata esclusivamente al mercato statunitense.
Ciò che è certo è che la nuova joint venture avrà piena responsabilità su sicurezza, dati, algoritmo e moderazione dei contenuti per gli utenti USA. Secondo quanto dichiarato ufficialmente, la nuova struttura consentirà a oltre 200 milioni di utenti americani e a circa 7,5 milioni di imprese di continuare a utilizzare TikTok senza interruzioni, ma all’interno di un quadro operativo formalmente indipendente dalla casa madre cinese. Una soluzione che rappresenta un compromesso politico e industriale, capace di rispondere alle preoccupazioni sulla sicurezza nazionale senza rinunciare a uno dei social network più influenti degli ultimi anni.
A livello di governance, TikTok USDS Joint Venture nasce sull’ossatura dell’organizzazione TikTok U.S. Data Security e opera come entità separata, con un consiglio di amministrazione composto da sette membri, a maggioranza americana. Tra i nomi figurano anche Shou Zi Chew, CEO globale di TikTok, e rappresentanti di Silver Lake, Oracle, MGX e di importanti gruppi tecnologici e finanziari statunitensi. La guida operativa è affidata ad Adam Presser, nominato CEO della joint venture, affiancato da Will Farrell nel ruolo di Chief Security Officer. Entrambi provengono dall’esperienza interna a TikTok USDS e avranno il compito di garantire sicurezza, crescita commerciale e continuità del servizio.
Il punto centrale dell’accordo riguarda i dati e l’algoritmo. Tutti i dati degli utenti statunitensi saranno ospitati esclusivamente nel cloud sicuro di Oracle negli Stati Uniti, con programmi di cybersecurity e privacy sottoposti ad audit indipendenti e certificazioni conformi agli standard NIST, ISO 27001 e ai requisiti della Cybersecurity & Infrastructure Security Agency. Anche l’algoritmo di raccomandazione, vero cuore di TikTok, passerà sotto la supervisione americana: verrà gestito, addestrato e aggiornato utilizzando solo dati USA e protetto nello stesso ambiente cloud di Oracle. Un passaggio chiave che mira a eliminare qualsiasi rischio di accesso o influenza esterna. Sul fronte dei contenuti, la joint venture avrà pieno controllo sulle politiche di trust and safety e sulla moderazione per il mercato statunitense, con l’impegno a garantire maggiore trasparenza attraverso report e verifiche indipendenti.
Allo stesso tempo, l’accordo preserva l’interoperabilità globale della piattaforma, consentendo ai creator americani di restare visibili a livello internazionale e alle aziende di continuare a operare su scala globale. Le stesse misure di sicurezza verranno estese anche ad altre app del gruppo come CapCut e Lemon8. A suggellare politicamente l’intesa è arrivato anche il commento del presidente Donald Trump, che ha rivendicato il ruolo decisivo dell’amministrazione nel “salvare TikTok” e nel riportare il controllo dell’app sotto una proprietà prevalentemente americana. Al di là delle dichiarazioni, l’accordo segna un precedente importante nel rapporto tra tecnologia, geopolitica e regolamentazione: TikTok resta negli USA, ma a condizioni profondamente diverse, aprendo una nuova fase per l’intero settore dei social network globali.