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Google: maxi multa dall’antitrust europeo per comportamenti anti-concorrenziali nella pubblicità

Nuova batosta sanzionatoria per Google che, questa volta, è finita nel mirimo dell'Antitrust UE per le pratiche anti-concorrenziali messe in piedi con un suo strumento pubblicitario: ecco in che modo ha promesso di adeguarsi il colosso delle ricerche online.

Internet e Social
Pubblicato il 21 marzo 2019, alle ore 09:26

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Google: maxi multa dall’antitrust europeo per comportamenti anti-concorrenziali nella pubblicità

Non si può certo dire che i rapporti di Google con l’antitrust europeo siano all’insegna della “luna di miele”, anzi. La commissione europea, che già aveva multato il colosso di Mountain View per la posizione dominante ottenuta con Google Shopping (2.42 miliardi di euro) e con Android (4.3 miliardi di euro), ora ha optato per una nuova sanzione, da 1.49 miliardi di euro, questa volta riguardante il suo circuito pubblicitario, AdSense.

Nello specifico, secondo la responsabile comunitaria per l’Antitrust, Margrethe Vestager, l’azienda di Brin e Page – dal lontano 2006 – ha imposto dei contratti capestro agli interlocutori che, innestando un modulo di ricerca nei propri siti (AdSense per la ricerca), vi collocavano degli spazi pubblicitari.

Secondo gli accordi, gli slot disponibili nei risultati di ricerca andavano assegnati, con pratiche anti-concorrenziali, alle inserzioni di AdSense: in seguito, passando ad una logica di posizionamenti Premium, venne imposto che gli editori dei siti web conferissero gli spazi – per posizione – più remunerativi (quindi destinatari di miglior visibilità e numero di click) alle inserzioni di Google.

Il risultato di queste pratiche si tradusse, negli oltre 10 anni di impiego delle stesse, in una posizione dominante per Google, con gli utenti che non poterono beneficiare degli effetti della concorrenza, ed i competitor che furono limitati nelle possibilità di crescita. La risposta e le reazioni di Google, ad un totale sanzionatorio (8.2 miliardi di euro) che inizia a farsi consistente, non si sono fatte attendere.

Il vice responsabile degli affari globali di Google, Kent Walke, nel ricordare che la sua azienda è sempre stata collaborativa con la Commissione Europea, ha annunciato che, nei prossimi mesi, in Europa, si procederà a consentire una maggiore visibilità ai concorrenti. In più, onde incrementare l’apertura all’interno di Android, prossimamente sarà possibile, in fase di configurazione di un nuovo telefono Android, trovarsi un messaggio che, come su Windows, inviterà l’utente a scegliere quale browser e motore di ricerca intenda adottare

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Google è al centro di diversi ed evidenti conflitti d'interesse, visto che indicizza i risultati del web, ma raccoglie anche la pubblicità che su questi risultati appare, in quanto intermediario del settore advertising. Insomma, offre un servizio, ed è votata a trarre profitto dallo stesso: normale, quindi, che in Europa - ove tali pratiche sono viste di buon occhio - arrivino delle sanzioni in merito.

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