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Coronavirus: alcune regioni attivano il chatbot e l’OMS sbarca sui social

Arriva la prima Chatbot per aiutare i cittadini a trovare una risposta ai loro sintomi e contemporaneamente l'Organizzazione Mondiale della sanità sbarca su Tik Tok per parlare ai più giovani.

Internet e Social
Pubblicato il 5 marzo 2020, alle ore 11:33

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Coronavirus: alcune regioni attivano il chatbot e l’OMS sbarca sui social

La corretta informazione è fondamentale per prevenire il rischio che il coronavirus diventi in poco tempo una pandemia vera e propria. Ecco che allora che il Trentino ha già attivato un chatbot per i suoi cittadini in grado di valutare i sintomi che questi presentano ed eventualmente consigliare loro come comportarsi.

Come tutti gli altri chatbot anche questo è in grado di dare delle risposte grazie agli algoritmi: a partire dai criteri clinici (presenza di sintomi respiratori) ed epidemiologici (contatto con persone colpite dal virus o con zone rosse focolai dell’epidemia) elabora i consigli giusti.

È ovvio che tutte le informazioni fornite dal chatbot non sono da sostituire al parere di un medico professionista ma aiuta sicuramente a non farsi prendere dal panico correndo in ambulatorio – guardia medica o pronto soccorso. Per ogni dubbio conviene sempre chiamare il medico, ma non recarsi direttamente sul posto: tutte le informazioni fornite alla chat restano ovviamente anonime nel pieno rispetto della privacy del cittadino. 

La decisione di aprire il chatbot è stata presa per arginare l’espandersi di fake news sul web e per limitare i comportamenti rischiosi dei cittadini, ovvero il correre in ambulatorio ai primi sintomi. La probabilità di non avere il virus e di contrarlo proprio in sala d’attesa sono molto alte.

Anche la fase delle fake news deve essere arginata per evitare il panico generale: da questo punto di vista si sono mossi anche i social network. Facebook ha già vietato la pubblicità di cure miracolose sul coronavirus o annunci a scopo di lucro: avvisi in diverse lingue mandano all’Organizzazione Mondiale della Sanità o al Ministero della Salute per evitare la diffusione di informazioni false e per mettere in contatto gli utenti con informazioni utili e corrette.

Ma è stato Tik Tok il primo social network a muoversi in questo senso: non solo ha diffuso un messaggio per far prestare attenzione alle notizie false (“Durante la creazione, la visualizzazione o l’interazione con contenuti correlati al coronavirus verifica i fatti utilizzando fonti attendibili tra cui l’Organizzazione Mondiale della sanità o fonti del tuo governo locale”), ma ha visto sbarcare l’OMS stessa per raggiungere il pubblico più giovane (insieme anche a Facebook e Instagram)

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Cosa ne pensa l’autore
Laura Biscontin

Laura Biscontin - Il chatbot potrebbe essere uno strumento utile per arginare almeno in parte la corsa folle dal medico: ogni giorno centinaia di persone prese dalla psicosi collettiva si catapultano dal medico di base o dalla guardia medica di turno (visto che al pronto soccorso non si può più andare) per farsi visitare. Una buona parte di loro, probabilmente sana, finisce per ammalarsi solo per stare vicino alle persone che invece il virus lo hanno davvero.

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