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Napoli

Napoli, inaugurato il primo supermercato dove si acquista senza soldi

E' stato inaugurato l'8 novembre il primo supermercato in Italia dov'è possibile fare acquisti senza spendere un centesimo: si chiama "Arca, l'Emporio della Solidarietà" e si trova in provincia di Napoli.

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Pubblicato il 10 novembre 2016, alle ore 19:03

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Napoli, inaugurato il primo supermercato dove si acquista senza soldi
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Un supermercato dove poter fare la spesa senza spendere un euro? Ora si può. E’ stato inaugurato a Monte di Procida (Napoli) l'”Arca, l’Emporio della Solidarietà“, un punto vendita dedicato appositamente a tutti coloro che versano in condizioni economiche disastrate, e che faticano ad arrivare a fine mese pur stringendo la cinghia in ogni modo possibile.

Il supermercato in questione, aperto in via Cappella, è stato inaugurato lo scorso martedì 8 novembre ed è stato ideato appositamente allo scopo di consentire ai suoi clienti la possibilità di pagare le merci non mediante denaro, ma tramite ore di volontariato. In questo modo chiunque non può permettersi del cibo potrà accedervi offrendo in cambio del proprio tempo libero.

L’Arca è stata un’iniziativa fortemente voluta da associazioni che hanno collaborato al progetto garantendone la messa in pratica, in particolare La Casetta Onlus e la Fondazione Progetto Arca Onlus, ed è stata realizzata in territorio partenopeo proprio in virtù dei dati che rivelano come la maggior parte delle famiglie povere in Italia siano concentrate nel Mezzogiorno.

Non tutti comunque potranno diventare clienti del supermercato: per poter aderire è necessario superare le selezioni fatte in concomitanza dai servizi sociali dei comuni di Procida e Bacoli, al fine di garantire che solo chi effettivamente vive in regime di forte ristrettezza economica possa godere del servizio offerto.

Il funzionamento del supermarket è semplice: le famiglie selezionate ricevono una tessera a punti che potrà essere “ricaricata” svolgendo ore di volontariato, e con la quale sarà possibile effettuare acquisti presso l’Arca. Il progetto “vuole essere presente per aiutare le famiglie in difficoltà, che hanno il bisogno ed il diritto di riprendersi e ricominciare a vivere” ha spiegato la vicepresidente della fondazione Laura Nurzia.

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Cosa ne pensa l’autore
Giulio Pagani

Giulio Pagani - La trovo un'ottima idea, anzi eccellente: sostanzialmente si barattano ore di lavoro per il cibo. Certo non può essere un modello economico sostenibile per un'azienda, né tantomeno etico sotto qualsivoglia punto di vista (mi vengono in mente ad esempio le aziende che pretendono di pagare i dipendenti tramite buoni pasto, è una cosa allucinante e meriterebbero tutte di chiudere domani), ma per un'associazione è uno strumento fantastico. Così si possono aiutare tutti coloro che faticano ad accedere a beni che chi non è in quella situazione di povertà giudica "normali", ma che per le famiglie scelte rappresentano letteralmente la vita.

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