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Bulgaria: nuova frontiera di vita per centinaia di pensionati

Dopo anni di duro lavoro e una pensione ridotta all'osso, molti anziani sono emigrati in Bulgaria che è diventata la nuova meta per vivere a pieno e in modo decoroso la propria pensione

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Pubblicato il 27 febbraio 2014, alle ore 17:19

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Bulgaria: nuova frontiera di vita per centinaia di pensionati

BULGARIA – L’Italia è certamente un grande paese sotto tanti punti di vista (basti vedere i beni artistici, culturali e paesaggistici anche se molto spesso vengono lasciati nel completo stato di abbandono o sono poco finanziati o i finanziamenti addirittura non arrivano a destinazione perché c’è sempre qualcuno che ci mangia sopra; il mondo culinario che all’estero cercano di imitare causandoci perdite economiche ingenti… e tantissimo altro ancora), ma negli ultimi anni non sta vivendo una situazione economica da grande paese industrializzato quale è causando non poche problematiche: stipendi molto bassi e costo sia attivo (spese personali, ecc…) che passivo (tasse, IVA, ecc…) della vita molto elevato. Ma uno degli aspetti più bui riguarda i pensionati che dopo anni di sacrifici e di duro lavoro si ritrovano con una pensione minima che non basta per tirare avanti fino a fine mese e così molti sono paradossalmente costretti a chiedere aiuto ai figli, recarsi a centri Caritas o a tagliare spese necessarie ma troppo costose come quelle sulla salute. E così centinaia di pensionati si sono spinti oltre: abbandonare la propria terra per emigrare all’estero e in particolar modo in Bulgaria dove il costo della vita è nettamente inferiore.

Il fenomeno era già presente sulla rete, ma è stato portato agli occhi di tutti grazie al programma televisivo “Le Iene” in diretta tutti i Mercoledì alle ore 21 su Italia 1. Enrico Lucci, uno degli inviati più divertenti, ha fatto conoscere la storia di alcuni pensionati italiani, soprattutto ex camionisti, che hanno deciso di intraprendere quest’avventura per ricrearsi una nuova vita in Bulgaria e vivere grazie alla pensione proveniente dall’Italia. Molti di loro affermano di condurre una vita da nababbi in confronto alle persone del luogo che molto spesso vivono in condizioni precarie, specialmente in periferia, e di andare a mangiare al ristorante anche tutti i giorni. Gli affitti o i prezzi delle case sono molto bassi e un pezzo di pane costa poco più di venti centesimi al chilo.

Queste persone affermano di essersi sentite completamente abbandonate e tradite dal loro paese e quasi per ripicca alcuni di loro evitano di pagare le cartelle di Equitalia che hanno il coraggio di arrivare anche oltre il confine italiano senza il minimo interesse di capire per quale ragione le persone arrivano a tali decisioni.

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