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Le Iene, parla il papà del 15enne ucciso dal carabiniere: "Siamo morti insieme a lui"

Nell'ultima puntata de "Le Iene" su Italia 1 viene intervistato Vincenzo Russo, papà del 15 enne Ugo, che è stato ucciso da un carabiniere in borghese dopo una rapina.

Televisione
Pubblicato il 4 marzo 2020, alle ore 09:46

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Le Iene, parla il papà del 15enne ucciso dal carabiniere: "Siamo morti insieme a lui"

Nell’ultima puntata de “Le Iene” viene intervistata la famiglia di Ugo, il ragazzo ucciso da un carabiniere durante una tentata rapina. Secondo le ricostruzioni, il ragazzo si trovava in quel momento insieme ad un suo amico 17enne e stavano tentando di fare unon scippo.

In quel frangente Ugo Russo aveva in mano una pistola giocattolo, ma essendo senza tappino rosso sembrava essere vera. Per questo motivo il carabiniere spaventato dalla situazione spara tre colpi, tra cui uno che colpisce la nuca del ragazzo. Secondo alcune testimonianze, l’obbiettivo della rapina era quello di avere un po’ di soldi per andare a ballare in discoteca.

L’intervista della famiglia a “Le Iene”

Lo sconforto di Vincenzo Russo per la morte del figlio è ovviamente enorme: “Anche noi siamo morti. Io e mia moglie, i nostri figli erano tutti molto legati. Io ho un altro figlio di 5 anni che non sa che il fratello è morto. […] Lo sanno tutti quelli che ci stanno giudicando? Lo devono perdere anche loro un figlio? Io non lo auguro a nessuno” e poi aggiunge: “Non sto dicendo che mio figlio ha sbagliato o non ha sbagliato. Anch’io fossi stato carabiniere e uno vicino a me avesse puntato la pistola…”.

Vincenzo Russo successivamente dichiara che ci sono alcune differenze culturali tra il sud e il nord: “Ci giudicano perché alle 3 di notte stiamo per strada, perché noi di notte viviamo in mezzo alla strada, non è come al Nord. Noi abbiamo un’altra cultura, questa è la nostra”.

La zia poi smentisce categoricamente di aver creato scompiglio in ospedale poiché tutta la famiglia, insieme ai genitori di Ugo, stavano piangendo la morte del ragazzo. Per questo motivo invita chi di dovere a controllare le telecamere, poiché molto probabilmente a creare questo caos sarebbero stati dei ragazzini.

Sempre secondo la zia, la famiglia non si sarebbe mai aspettata in quelle ore la notizia della morte di Ugo. Infatti inizialmente i medici c’era una certa fiducia tanto che, dopo la tac, il ragazzo sarebbe stato trasportato all’Ospedale del Mare di Napoli per un’operazione. Tuttavia i parenti hanno capito con il tempo la gravità della situazione, soprattutto all’arrivo sul luogo di altri poliziotti.

Come riporta il sito de “Le Iene”, il carabiniere inizialmente è stato accusato di eccesso di legittima difesa, poi modificata in omicidio volontario. Invece il 17enne in compagnia di Ugo avrebbe avuto il fermo ed al momento si è disposto il suo collocamento in comunità.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - La situazione è difficile da commentare, ma non esistono motivi di cultura nel lasciare un ragazzino di 15 anni in strada nella tarda notte, e il fatto che ci si trova al sud cambia ben poco. Per una parte è difficile dar torto al carabiniere, ma ovviamente la sofferenza della famiglia va capita e rispettata.

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