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YouTube Music: integrato con CarPlay, arriva in versione free su Google Home, e riproduce i file locali

YouTube Music, secondo alcune segnalazioni, avrebbe iniziato ad integrare in-app la riproduzione dei file locali: nel frattempo, però, è già stata messa a regime l'integrazione con Apple Car Play e, in più, quella - in modalità free - con lo speaker Google Home.

Software e App
Pubblicato il 30 aprile 2019, alle ore 12:15

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YouTube Music: integrato con CarPlay, arriva in versione free su Google Home, e riproduce i file locali

Non si può certo dire che YouTube, la celebre piattaforma di video-sharing presente anche tramite app mobile, si senta appagata dagli ultimi dati Audiweb, secondo cui – nel solo 2018 – avrebbe superato, per numeri di accesso, nientemeno che sua maestà Facebook. Focalizzandosi su uno dei suoi tanti spin-off, il team di Mountain View ha consentito ai propri utenti di poter disporre gratuitamente di YouTube Music dagli speaker smart Home, ne ha esteso il supporto anche al CarPlay e, in più, vi ha finalmente integrato la tanto attesa riproduzione dei file locali.

La prima novità degna di nota per quel che concerne YouTube Music, da circa un anno presente anche nel Bel Paese, è relativa alla sua interazione con lo speaker Google Home (e, in realtà, con quasi tutti quelli animati da Google Assistant): sino a poco tempo fa, per riprodurre su quest’ultimo la musica contenuta in Music, era necessario possedere l’abbonamento premium, da 9.99 euro al mese. 

Ora, invece, tale facoltà è estesa anche agli utenti (tra i quali quelli italiani) che ne sfruttano il profilo gratuito, quindi con la consueta pubblicità tra un brano e l’altro, e all’interno delle stazioni musicali: le limitazioni, però, non mancano. Come già sperimentato su Spotify, avvalersi su Home del profilo free di YouTube Music comporta una riduzione del margine operativo, nel senso che non è possibile precisare (con Hey Google) quale canzone, playlist, album, o artista far riprodurre, potendosi richiedere solo lo streaming musicale di un particolare genere, comunque adatto al momento ed al proprio umore, con Music che si occuperà di popolare il flusso musicale in base alle passate preferenze ed ai gusti dell’utente. 

Già compatibile con Android Auto, da Febbraio, YouTube Music – dall’aggiornamento 3.11 per iOS – diventa compatibile (per giunta nel formato free) anche con il software Apple Car Play che, come noto, si occupa di far gestire le principali funzioni dell’iPhone dall’infotainment dell’auto: naturalmente, si dovrà mettere in conto, come nel caso di Google Home, un po’ di pubblicità, invece aggirabile qualora in possesso di un abbonamento premium. 

Infine, una novità che riguarda la release 3.13.52 di YouTube Music per Android: a quanto pare, alcuni utenti della stessa, pochissimi in virtù di un’attivazione da server remoto ancora in itinere, avrebbero ricevuto la possibilità di riprodurre, tramite la suddetta app, anche i file locali, presenti nello storage dello smartphone, o nella sua schedina microSD. 

Tale facoltà in verità era stata già introdotta in modo indiretto (tramite un Esplora Risorse) tempo addietro: oggi, però, è possibile riprodurre i file locali direttamente da YouTube Music, tramite il neo arrivato tab “Device Files”, presente nel menu Artists della sezione Library: a quanto pare, però, le canzoni riproducibili (non solo come mp3, ma anche come Flac, Aac, M4A, Wav, e Ogg) non potrebbero essere aggiunte in coda, e mescolate – nelle playlist – alle tracce dei gruppi e degli artisti che si seguono su YouTube (contenuti, invece, nella sezione YT Music). 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - YouTube Music è nato per assorbire Google Music, ma è ancora lungi dall'essere in grado di farlo: la musica caricata sul secondo non si può trasferire direttamente nel primo che, tra l'altro, pur avendo integrato direttamente la riproduzione dei file locali, lo ha fatto in modo un po' farraginoso. Per fortuna, in versione free, YouTube Music diventa fruibile anche da Google Home e dal Car Play di Apple, senza dover possedere per forza un profilo a pagamento.

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