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YouTube: diventa predefinito in Google Assistant, e sperimenta un nuovo uploader con questionario annesso

YouTube ha avviato il roll-out di una novità che permette di impostare il suo servizio come player musicale predefinito in Assistant: nel frattempo, è in test un nuovo uploader con annesso un questionario relativo al contenuto di ciò che si intende caricare.

Software e App
Pubblicato il 24 aprile 2018, alle ore 18:50

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YouTube: diventa predefinito in Google Assistant, e sperimenta un nuovo uploader con questionario annesso

Anche YouTube, il celebre portale di video sharing del gruppo Alphabet (Google) non ha mancato l’appuntamento – quasi settimanale – con gli aggiornamenti e, per l’occasione, ne ha annunciati almeno un paio mica male, sostanziati in un nuovo sistema di upload, e in una migliore integrazione con Google Assistant, per quel che concerne le ricerche musicali.

La prima novità risale a qualche giorno fa, quando il CEO della piattaforma, Susan Wojcicki, tramite un post ha confermato l’avvio della sperimentazione per quel che riguarda un nuovo sistema di upload dei video. Dopo l’affaire “Logan Paul e il bosco giapponese dei suicidi“, YouTube aveva annunciato misure più severe per evitare che avvenisse la monetizzazione dei video da parte degli autori di contenuti più discutibili: tale provvedimento, intrapreso per tranquillizzare non solo i comuni fruitori, ma anche (e soprattutto) gli inserzionisti pubblicitari, ha avuto come conseguenza che la revisione di YouTube ha penalizzato non pochi autori, il più delle volte vittime degli algoritmi di controllo automatico. 

L’introduzione anche di revisori umani ha attenuato, ma non risolto, il problema e, quindi, si è avviato il test di un nuovo sistema di upload con questionario integrato che prevede, di fatti, la collaborazione degli autori stessi: questi ultimi, prima di caricare il filmato realizzato, dovranno precisare il contenuto del medesimo, in relazione alle linee guida sulle inserzioni (ad es. spiegando se vi siano immagini di sesso, osé, armi, violenza), il linguaggio usato per esprimerlo (se leggero, o rude), ed il contesto espressivo (es. vi sono armi e violenza, ma si tratta di un documentario storico).

Oltre a ciò, sembra che l’autore del video dovrà anche indicare se il medesimo sia adatto a tutti o meno (ovvero, il pubblico di riferimento), e l’eventuale nesso con eventi attuali sensibili. Al momento, non è dato sapere se e quando il nuovo uploader verrà implementato, sia lato web che nell’app mobile, ma è sicuro che, nel momento dell’effettiva introduzione, tale sistema andrà ad affiancare i già presenti algoritmi automatici ed i revisori umani

Un’altra novità, sempre afferente la grande Y rossa, riguarda – infine – la possibilità di impostare tale servizio come player musicale preferito del maggiordomo virtuale Assistant. Sino a poco tempo fa, infatti, per chiedere a quest’ultimo di farci ascoltare una canzone tratta da YouTube, bisognava precisare tale servizio: ora, invece, impostandolo come predefinito, basterà semplicemente chiedere l’ascolto di una data traccia.

Per avvalersi di questa funzione, in corso di roll-out progressivo per gli utenti di Giappone, Singapore, Canada, Francia, Germania ed Italia, basterà portarsi nelle impostazioni dell’app di ricerca Google e, quivi giunti, selezionare – nella voce “Musica” – il servizio YouTube (dal novero che, nel nostro caso, offre anche Google Play Musica e Spotify).

Ovviamente, vanno fatte delle precisazioni: benché YouTube sia usato alla stregua di una radio, è pur sempre un servizio video e, quindi, nel richiedere una canzone, si avvierà il player dell’app in questione, che occuperà l’intera superficie del display, impedendo ogni altra attività (purtroppo, da noi, non è ancora giunto YouTube Music). Inoltre, va ricordato che, impostato YouTube come player musicale predefinito, sarà sempre possibile usare altri servizi: l’unica differenza è che bisognerà farne il nome, nella domanda che propone la canzone da ascoltare. 

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Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - YouTube sta cercando la sua strada nel bilanciare la libertà espressiva dei creatori di contenuti con la tutela dei semplici fruitori, e la "sensibilità" degli sponsor commerciali (che, al parere della comune utenza, tengono molto). Nel procedere in questo percorso, si stanno facendo tentativi ed errori, passi avanti e piccoli affinamenti: l'ultimo di questi è rappresentato proprio dal test del nuovo uploader che, però, per essere davvero efficace, dovrà affiancare (e non sostituire) i mezzi già messi in campo, allo scopo, da YouTube e Google. Molto comoda, infine, la nuovità che coinvolge anche Assistant: il massimo, però, sarebbe poter impostare YouTube Music come player musicale predefinito...

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