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WhatsApp: il sistema dei micropagamenti toccherà a breve l’Europa. In studio un browser in-app

WhatsApp, secondo le rivelazioni di WABetaInfo, si appresta ad estendere il sistema dei micropagamenti, nel mentre lavora ad un browser in-app: operazioni probabilmente destinate a essere concretizzate da un nuovo responsabile applicativo.

Software e App
Pubblicato il 15 marzo 2019, alle ore 13:50

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WhatsApp: il sistema dei micropagamenti toccherà a breve l’Europa. In studio un browser in-app

Avvio di fine settimana ricco di novità per WhatsApp che, nell’ultima beta per Android, ha fatto intuire una prossima funzionalità e che, presto, potrebbe implementare i micropagamenti tra utenti anche in Europa, seppur sotto la direzione di un nuovo dirigente. 

WABetaInfo, messa da parte la scoperta della ricerca inversa per immagini, venuto in possesso di una nuova beta di WhatsApp per Android, in questo caso in versione 2.19.74, ha comunicato l’esito delle sue nuove procedure di reverse engineering, rinvenendo evidenze di un browser in-app.

La funzione in questione, già prevista su Telegram, è attualmente assente da WhatsApp che, nel condividere un link, si limita a mostrarne un’anteprima con titolo, didascalia, e una piccola immagine di corredo. Volendo esplorare il sito cui porta il link, è necessario tipparlo, aprendo una nuova scheda nel proprio browser di default, con la conseguenza di dover abbandonare l’app in verde (consumando anche altra RAM). La nuova funziona, attualmente non accessibile pubblicamente in quanto ancora sotto sviluppo, dovrebbe contemplare un mini-browser di tipo WebView che, allo stato attuale, non sembra consentire la registrazione di video o l’ottenimento di screenshot. In compenso, il browser in-app di WhatsApp supporta già la navigazione sicura, con protezione dalle destinazioni web potenzialmente pericolose, grazie allo standard WebView v66 previsto lo scorso anno in Android Oreo 8.1. 

A quanto pare, anche la privacy degli utenti sarà garantita, visto che il browser in-app di WhatsApp – avvalendosi delle API Android che gestiscono la navigazione a livello sistemico – impedirà all’app in verde (ed alla sua controllante Facebook) di sapere che siti si visitano, cosa si fa in essi, e la cronologia della navigazione

La novità del browser in-app di WhatsApp, della quale non sono noti i tempi di test pubblico e nemmeno quelli del rilascio ufficiale definitivo, non è la sola. Sempre gli affidabili insider di WABetaInfo hanno pubblicato un cinguettio nel quale rivelano che il sistema dei micropagamenti attualmente ancora limitato all’India, ma destinato ad estendersi anche altrove come confermato dallo steso Zuckerberg, presto arriverà anche in Brasile e Messico e, affacciandosi verso i paesi della UE, nel Regno Unito che, vista la non ancora effettiva Brexit, formalmente ne fa ancora parte. 

Infine, una piccola nota relativa ai piani alti di WhatsApp. Tempo fa, l’applicazione aveva perso il suo ex fondatore, Jan Koum, uscito da Menlo Park e, presto, dirà addio anche al suo responsabile, Chris Daniels che, secondo i progetti di Zuckerberg, sarà sostituito dall’attuale vice presidente per la gestione dei prodotti del gruppo, Will Cathcart, un executive con laurea presso la newyorkese Colgate University.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Le nuove funzioni che WhatsApp intende introdurre mi piacciono decisamente molto: trovo comoda sia la ricerca inversa delle immagini, in ottica anti disinformazione, che il browser in-app: tuttavia, mi preoccupa che sempre più cose vengano fatte all'interno dell'ecosistema di Facebook, senza doverne uscire. Il sistema dei micropagamenti, considerata la diffusione di WhatsApp, potrebbe mettere all'angolo l'attuale regina incontrastata dei pagamenti online, PayPal.

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