Vine rinasce come “Divine”: il reboot voluto da Jack Dorsey riporta i video da 6 secondi

Divine riporta in vita la mitica piattaforma Vine con video da sei secondi all'insegna di una piattaforma focalizzata su contenuti autentici e privi di AI.

Vine rinasce come “Divine”: il reboot voluto da Jack Dorsey riporta i video da 6 secondi

Il ritorno di Vine è ufficiale e arriva sotto un nuovo nome: Divine. Il progetto, sostenuto da Jack Dorsey (co-fondatore di Twitter) attraverso la nonprofit “and Other Stuff”, è ora disponibile su App Store e Google Play e riporta in vita il formato che ha segnato un’epoca dei social: video brevi da sei secondi in loop. Non si tratta solo di nostalgia, ma di un’operazione più ambiziosa che combina archivio storico, nuova creazione di contenuti e una visione alternativa dei social network.

Divine nasce con un database già significativo: circa 500.000 video originali di Vine sono stati recuperati da backup e archivi della community, permettendo agli utenti di riscoprire contenuti storici caricati da quasi 100.000 creator dell’epoca. Il lavoro di ricostruzione è stato complesso, con file originariamente salvati in grandi archivi binari e dati di interazione come visualizzazioni e like recuperati tramite script dedicati. Non tutto è stato ripristinato, ma il risultato è sufficiente a ricreare gran parte dell’ecosistema originale. Il progetto porta la firma di Evan Henshaw-Plath, uno dei primi ingegneri di Twitter, che ha lavorato alla ricostruzione insieme al team della nonprofit.

L’obiettivo non è solo riportare online Vine, ma ripensarne il ruolo nel panorama attuale dei social, oggi dominato da algoritmi e contenuti generati in massa, spesso automatizzati. Una delle scelte più forti di Divine riguarda proprio l’assenza di contenuti generati dall’intelligenza artificiale. La piattaforma introduce sistemi di verifica come lo standard C2PA per garantire l’origine dei video e ridurre la presenza di contenuti sintetici non dichiarati.

L’intenzione è quella di creare uno spazio piùumano”, dove i contenuti siano legati direttamente alla creatività degli utenti e non alla produzione automatizzata. Dal punto di vista dell’esperienza utente, Divine introduce anche nuove modalità di fruizione. La funzione compilation permette di creare raccolte tematiche di video, mentre la navigazione per hashtag attiva stream continui di contenuti simili, con possibilità di interazione immediata tramite like e repost. Il risultato è un mix tra feed tradizionale e visione continua, pensato per adattarsi alle abitudini di consumo moderne.

Un altro elemento chiave è la base tecnologica open source.  Divine si appoggia al protocollo Nostr e sperimenta integrazioni con altri standard decentralizzati come AT Protocol e ActivityPub, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza dalle grandi piattaforme centralizzate. Non esiste al momento un modello di monetizzazione strutturato, ma il progetto non esclude in futuro abbonamenti o strumenti per supportare i creator, mantenendo comunque una forte impronta “non commerciale” grazie alla struttura da public benefit corporation.

Continua a leggere su Fidelity News