Spotify accelera sull’innovazione e prepara una serie di aggiornamenti che, nella maggior parte dei casi, puntano a migliorare in modo concreto l’esperienza su tutte le piattaforme.
Spotify prepara a lungo atteso aggiornamento per le playlist su Android
Spotify sta per introdurre una delle funzionalità più richieste dai suoi utenti: la possibilità di creare e gestire cartelle per le playlist direttamente dall’app per Android. Fino ad oggi, questa funzione era disponibile solo nella versione web o nel client per PC, lasciando gli utenti mobile senza un modo semplice per organizzare la propria libreria musicale. Con la nuova implementazione, Spotify risponde finalmente alle esigenze di chi desidera gestire in modo più ordinato le centinaia di playlist presenti nel proprio account.
Secondo le informazioni diffuse da AndroidAuthority, la versione beta 9.1.34.12 dell’app per Android include già il codice necessario per creare cartelle. Gli utenti potranno inserire playlist in nuove cartelle, spostarle tra cartelle già esistenti e riorganizzare rapidamente i contenuti senza dover ricorrere al computer.
La gestione delle cartelle sarà completa: sarà possibile rinominarle o eliminarle a seconda delle necessità, offrendo un controllo molto simile a quello già presente nella versione desktop. La mancanza di questa funzione nell’app mobile era un punto critico segnalato dagli utenti da più di quindici anni, soprattutto per chi utilizza Spotify in modalità intensiva e crea costantemente nuove playlist.
L’introduzione delle cartelle renderà più semplice navigare tra i brani preferiti, migliorando l’esperienza complessiva e consentendo di trovare rapidamente musica adatta a ogni stato d’animo o occasione. Oltre al supporto per le cartelle, Spotify continua a migliorare l’esperienza di ascolto mobile. Recentemente, la piattaforma ha introdotto novità significative per gli audiobook, facilitando la scoperta e la fruizione dei contenuti, e ha esteso le funzionalità di visualizzazione dei testi offline. Questi aggiornamenti mostrano come Spotify stia puntando a diventare non solo una piattaforma musicale, ma un hub completo per la gestione dell’intrattenimento audio su dispositivi mobili.
Al momento, non è stata comunicata una data precisa per il rilascio ufficiale del nuovo sistema di cartelle su Android e iOS, ma la presenza del codice nella beta indica che i test interni sono già in fase avanzata. Gli utenti più impazienti possono iscriversi al programma beta per avere un’anteprima della funzionalità, mentre gli altri dovranno attendere il rollout globale. Con l’introduzione delle cartelle per le playlist, Spotify compie un passo importante verso una gestione più efficiente e personalizzata della libreria musicale. La nuova funzione risponde a una richiesta storica della community, semplificando l’organizzazione dei brani e rendendo l’app più intuitiva e flessibile. Per chi ascolta quotidianamente musica o gestisce un numero elevato di playlist, questo aggiornamento rappresenta una vera svolta nella fruizione dell’esperienza mobile.
Spotify introduce Exclusive Mode su Windows: audio più puro e senza interferenze
Spotify alza l’asticella dell’ascolto su PC e introduce la nuova Exclusive Mode per l’app desktop su Windows, una funzione pensata per chi cerca la massima fedeltà sonora. Disponibile per gli utenti Premium, questa modalità consente al software di prendere il controllo diretto dell’output audio, eliminando qualsiasi interferenza del sistema operativo lungo il percorso del segnale. In condizioni normali, infatti, Windows può intervenire modificando parametri come frequenza di campionamento, gestione dei volumi o mixaggio con altri suoni di sistema, elementi che, seppur in modo lieve, possono alterare la resa finale. Con Exclusive Mode tutto questo viene bypassato, permettendo una riproduzione “bit perfect”, ovvero il più possibile identica alla sorgente originale. Il risultato è un suono più pulito e preciso, particolarmente apprezzabile su configurazioni con DAC esterni o schede audio di fascia alta. L’attivazione è semplice e passa dalle impostazioni dell’app, anche se comporta qualche rinuncia: durante l’utilizzo vengono disabilitati i suoni delle altre applicazioni e alcune funzioni come crossfade e automix. Si tratta quindi di una scelta orientata alla qualità pura, che segna un passo importante verso un’esperienza più evoluta su desktop, con il supporto a macOS già previsto in futuro.
Spotify e pubblicità su Premium: bug o segnale per il futuro?
Un errore temporaneo su Spotify ha fatto comparire annunci pubblicitari anche agli utenti Premium, con alcuni account mostrati come “Free”. Le segnalazioni, diffuse anche su DownDetector, hanno spinto la piattaforma a intervenire rapidamente: il problema è stato riconosciuto e risolto nel giro di poche ore, con invito a effettuare logout e nuovo accesso in caso di anomalie persistenti.
Nonostante la natura tecnica del disservizio, l’episodio ha riacceso le ipotesi su possibili cambiamenti futuri. In molti hanno pensato a un test per introdurre piani Premium più economici con pubblicità, seguendo un modello già visto nel mondo dello streaming video. Spotify, però, in passato ha sempre ribadito che l’ascolto musicale Premium resterà senza annunci. Per ora si tratta quindi di un semplice bug, ma il contesto in evoluzione – tra podcast, video e nuovi contenuti – lascia aperta la porta a strategie diverse nel lungo periodo.